Lavorare a Bruxelles

Avete deciso di trasferirvi a Bruxelles? Ottima scelta. Non avete ancora un lavoro? Ecco qualche dritta per muoversi meglio nel campo degli Affari europei

Il punto di partenza
EurActivEurobrussels - le due newsletter principali che raccolgono tutti i jobs della sfera UE.

Da tenere presente che i lavori a Bruxelles ruotano praticamente tutti attorno alle Istituzioni europee: Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo
Le tipologie di lavoro sono quindi tre:

- dentro alle Istituzioni
- nelle società che lavorano per le Istituzioni e sviluppano progetti europei
- nelle società o rappresentanze che fanno lobbying sulle Istituzioni

Inutile a dirsi che un minimo di background su cosa sia l'Unione europea e come funzioni è necessario. Indispensabile l'inglese e spesso anche il francese. Per il resto, c'è spazio per qualsiasi tipo di competenza, visto che a Bruxelles passano gli interessi di tutti i settori, dalle saponette alle armi, dalle bistecche alle telecomunicazioni. Qualche corso o master in studi europei e lobbying non guasta. Si va dal prestigioso Collegio d'Europa, un vero passepartout nel mondo bruxellese, fino a corsi più brevi offerti, ad esempio dallo European Training Institute.

Un concetto che non si può ignorare a Bruxelles è quello di lobbying. Il lobbying (insieme al networking) è l'essenza stessa della sfera UE, e pervade ogni tipo di interazione sociale, anche un caffè tra amici. Non è per forza una parolaccia, anzi: il lobbying è un meccanismo vitale per il funzionamento delle istituzioni europee, perché rappresenta (dovrebbe rappresentare) gli interessi dei cittadini europei. Per ora più che altro rappresenta quelli dei governi e delle grandi industrie. Per un viaggio interessante nel lobbying consigliato il sito di Corporate Europe Observatory.

Passo uno: lo stage.
In genere, il primo approccio alla bolla Bruxellese avviene attraverso uno stage. Consigliatissimo lo stage alla Commissione europea, che garantisce al vostro curriculum diversi punti in più. Se non si riesce ad accedere ad uno stage nelle istituzioni, allora conviene buttarsi sugli altri attori della bolla, lobby in primis. Lo stage consente innanzitutto di inserire nel curriculum il nome di un qualsiasi datore di lavoro domiciliato a Bruxelles, altro elemento importantissimo. Difficile venire considerati per qualsiasi tipo di lavoro, se il vostro precedente lavoro non era già a Bruxelles e se non avete un indirizzo (anche fasullo) a Bruxelles. Da qui la necessità di partire dallo stage. Purtroppo, non è affatto inusuale che prima di trovare il primo vero lavoro si debba passare da due o tre stage. Non stupirà sentire gente che con nonchalance dice "sono al mio terzo stage" come se fosse la cosa più naturale del mondo. 

Individuare il settore
Passiamo ora in rassegna alcuni settori di punta. Iniziando, per ovvia competenza dell'autore di questo blog, dall'affascinante mondo della Comunicazione.
Se sei interessato nello specifico al lavoro giornalistico, visita la pagina Giornalismo a Bruxelles.

Comunicazione e media
Stanchi di sentirvi dire che avete studiato Scienze delle merendine? Stanchi dell'aria di sufficienza con cui viene guardata la vostra laurea in Scienze della Comunicazione? Non disperate. ci sono luoghi dove basta tradurre il vostro titolo, e i Media and Communication studies potranno fare faville. Qui sotto alcuni consigli su come sfruttare questa laurea nell'ambito dell'Unione europea (ovviamente trasferendosi a Bruxelles).

Agenzie di comunicazione satellite
Un gruppetto di agenzie di comunicazione si spartisce il mercato degli appalti europei. Queste agenzie eseguono siti internet, progetti di comunicazione e pubblicazioni per i vari direttorati generali (DG) della Commissione europea. Utile controllare sui rispettivi siti se hanno delle vacancy, oppure mandare della candidature spontanee, in genere apprezzate e a volte più efficaci della risposta ad un annuncio (da tenere a mente che a Bruxelles, in media, per ogni annuncio le aziende ricevono dai 100 ai 400 curriculum).


Ci sono poi i colossi, ovvero le agenzie internazionali, in genere americane, come Burson MarstellerHill & Knowlton, Fleishman Hillard, eccetera. In genere hanno il turnover di un McDonalds, quindi si liberano posti abbastanza spesso. Poi capirete perché. In ogni caso deve piacere il genere, per tanti ma non per tutti. 

Due agenzie a cavallo fra il lobbying e la comunicazione, che possono di sicuro offrire un'esperienza interessante, sono GPlus e APCO. La prima di stampo anglosassone e medie dimensioni, la seconda decisamente ammericana.

Per i lavori in comunicazione, molto aggiornato il sito di Gorkana, che però offre per la maggior parte posizioni UK. E che saranno mai due ore di Eurostar? D'altronde Londra - pur essendo più dura e competitiva - offre di sicuro un mercato più all'avanguardia per comunicazione, marketing e pubbliche relazioni.


Le istituzioni europee
La porta d'ingresso per le istituzioni è ancora una volta lo stage, che serve per fare curriculum, ma anche per fare contatti preziosi di cui fare tesoro una volta terminata l'esperienza. Per lo Stage alla Commissione europea ci vuole determinazione e un po' di furbizia: quando si compila la domanda online occorre indicare la DG (ovvero la sezione) in cui si vorrebbe lavorare. Qui bisognerebbe evitare (o almeno non mettere come prima scelta) quelle che suonano più cool - aiuti allo sviluppo, cultura, relazioni esterne - e magari dare una chance anche alle politiche della pesca, secondo la logica: meglio fare uno stage in un'area non proprio sexy che non farlo per niente. E poi ci si accorgerà pian piano che - essendo Bruxelles la città della interest representation - tutto può risultare interessante e tornare utile.

Una volta passata la pre-selezione, si riceve una comunicazione via mail che dice che siete nel Blue Book. Vi indica per quale DG siete stati preselezionati, ma non è il momento di tirare un sospiro di sollievo e aspettare! Occorre, ovviamente, fare lobbying. Per mostrare che si è veramente veramente interessati alla posizione, bisogna farsi strada nell'organigramma della Commissione, capire chi sarebbe il vostro eventuale responsabile, e iniziare a mandare email. Questo da alcuni è apprezzato più che da altri. In ogni caso, se non vi risponde nessuno, lasciate perdere, si rischia di essere inopportuni. L'opzione migliore è avere qualche amico o conoscente che già lavora in Commissione, e vi può dare una mano ad arrivare a chi vi interessa, fornendovi i contatti giusti. [N.B. Questo non c'entra niente con la raccomandazione! A Bruxelles il networking è pratica fondamentale e sacrosanta, e conoscere tante persone è quello che può fare davvero la differenza. Per cui utilizzare i propri contatti per avere informazioni e arrivare dove interessa non viene guardato assolutamente come inappropriato o losco].

Tirocini Parlamento europeo - Per i giornalisti da tenere d'occhio la golosa Schuman option, stage pagato nella sezione comunicazione e ufficio stampa del parlamento. A detta di chi l'ha provata, molto interessante.
Altrimenti, un'esperienza gettonata è diventare assistente di un parlamentare. Esperienza che può variare molto a seconda delle esigenze dell'MEP in questione, della fiducia che è disposto ad accordarvi (per esempio affidandovi dossier interessanti) e della serietà con cui esercita il suo incarico Si sa, non tutti prendono sul serio il ruolo di europarlamentare. Per molti politici nostrani, ad esempio, "andare a Bruxelles" vuol spesso dire parcheggiarsi da qualche parte nell'attesa di una nuova candidatura/un nuovo ruolo in patria.
In genere il ruolo di assistente è preferito dai più giovani, e dopo qualche anno si è pronti a muoversi altrove, grazie alla miniera di contatti che il lavoro in Parlamento porta con sè. Un sito dove trovare annunci per questo tipo di ruoli è Work 4 MP. Ovviamente non aspettatevi annunci per i parlamentari italiani, qui si trovano quasi esclusivamente parlamentari British, che sono praticamente gli unici a selezionare i propri assistenti con criteri simili a quelli di un'azienda (curriculum e colloquio).

Da leggere:
Sempre importante sondare gli ultimi pettegolezzi del mercato, per capire che aria tira:

European Agenda - meno annunci ma qualche informazione interessante su come si muove il mercato
Publicaffairsnews - un must per chi è interessato al lobbying (e a Bruxelles ciò significa il 90% dei mestieri)
PR Week - per esplorare il magico mondo delle Pubbliche Relazioni, da Londra in giù
MojoWorking - sito di un tizio simpatico che se la cava bene come lobbista free-lance

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Pubbliche Relazioni e Giornalismo (Italia)
Se proprio la nostalgia è troppo forte, il mercato milanese ha ancora una certa dignità sul fronte della comunicazione e Pubbliche relazioni:


Nota: occorre ovviamente ridimensionare un po' le aspettative salariali e contrattuali. Potreste incorrere in annunci strampalati come questi. C'est l'Italie. Ignorateli e passate oltre. Fondamentale essere ottimisti.

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Altri Paesi

Ministero Affari Esteri - Partendo dal validissimo tirocinio MAE-CRUI, dove potete spaziare con la fantasia e per tre mesi andarvene nella località più esotica possibile (a spese vostre naturalmente) sentendovi un po' dei diplomatici.


[N.B. - questa sezione è work in progress]