Lavorare a Bruxelles

Avete deciso di trasferirvi a Bruxelles? Ottima scelta. Non avete ancora un lavoro? Ecco qualche dritta per muoversi meglio nel campo degli Affari europei

Il punto di partenza
EurActivEurobrussels - le due newsletter principali che raccolgono tutti i jobs della sfera UE.

Da tenere presente che i lavori a Bruxelles ruotano praticamente tutti attorno alle Istituzioni europee: Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo
Le tipologie di lavoro sono quindi tre:

- dentro alle Istituzioni
- nelle società che lavorano per le Istituzioni e sviluppano progetti europei
- nelle società o rappresentanze che fanno lobbying sulle Istituzioni

Inutile a dirsi che un minimo di background su cosa sia l'Unione europea e come funzioni è necessario. Indispensabile l'inglese e spesso anche il francese. Per il resto, c'è spazio per qualsiasi tipo di competenza, visto che a Bruxelles passano gli interessi di tutti i settori, dalle saponette alle armi, dalle bistecche alle telecomunicazioni. Qualche corso o master in studi europei e lobbying non guasta. Si va dal prestigioso Collegio d'Europa, un vero passepartout nel mondo bruxellese, fino a corsi più brevi offerti, ad esempio dallo European Training Institute.

Un concetto che non si può ignorare a Bruxelles è quello di lobbying. Il lobbying (insieme al networking) è l'essenza stessa della sfera UE, e pervade ogni tipo di interazione sociale, anche un caffè tra amici. Non è per forza una parolaccia, anzi: il lobbying è un meccanismo vitale per il funzionamento delle istituzioni europee, perché rappresenta (dovrebbe rappresentare) gli interessi dei cittadini europei. Per ora più che altro rappresenta quelli dei governi e delle grandi industrie. Per un viaggio interessante nel lobbying consigliato il sito di Corporate Europe Observatory.

Passo uno: lo stage.
In genere, il primo approccio alla bolla Bruxellese avviene attraverso uno stage. Consigliatissimo lo stage alla Commissione europea, che garantisce al vostro curriculum diversi punti in più. Se non si riesce ad accedere ad uno stage nelle istituzioni, allora conviene buttarsi sugli altri attori della bolla, lobby in primis. Lo stage consente innanzitutto di inserire nel curriculum il nome di un qualsiasi datore di lavoro domiciliato a Bruxelles, altro elemento importantissimo. Difficile venire considerati per qualsiasi tipo di lavoro, se il vostro precedente lavoro non era già a Bruxelles e se non avete un indirizzo (anche fasullo) a Bruxelles. Da qui la necessità di partire dallo stage. Purtroppo, non è affatto inusuale che prima di trovare il primo vero lavoro si debba passare da due o tre stage. Non stupirà sentire gente che con nonchalance dice "sono al mio terzo stage" come se fosse la cosa più naturale del mondo. 

Individuare il settore
Passiamo ora in rassegna alcuni settori di punta. Iniziando, per ovvia competenza dell'autore di questo blog, dall'affascinante mondo della Comunicazione.
Se sei interessato nello specifico al lavoro giornalistico, visita la pagina Giornalismo a Bruxelles.

Comunicazione e media
Stanchi di sentirvi dire che avete studiato Scienze delle merendine? Stanchi dell'aria di sufficienza con cui viene guardata la vostra laurea in Scienze della Comunicazione? Non disperate. ci sono luoghi dove basta tradurre il vostro titolo, e i Media and Communication studies potranno fare faville. Qui sotto alcuni consigli su come sfruttare questa laurea nell'ambito dell'Unione europea (ovviamente trasferendosi a Bruxelles).

Agenzie di comunicazione satellite
Un gruppetto di agenzie di comunicazione si spartisce il mercato degli appalti europei. Queste agenzie eseguono siti internet, progetti di comunicazione e pubblicazioni per i vari direttorati generali (DG) della Commissione europea. Utile controllare sui rispettivi siti se hanno delle vacancy, oppure mandare della candidature spontanee, in genere apprezzate e a volte più efficaci della risposta ad un annuncio (da tenere a mente che a Bruxelles, in media, per ogni annuncio le aziende ricevono dai 100 ai 400 curriculum).


Ci sono poi i colossi, ovvero le agenzie internazionali, in genere americane, come Burson MarstellerHill & Knowlton, Fleishman Hillard, eccetera. In genere hanno il turnover di un McDonalds, quindi si liberano posti abbastanza spesso. Poi capirete perché. In ogni caso deve piacere il genere, per tanti ma non per tutti. 

Due agenzie a cavallo fra il lobbying e la comunicazione, che possono di sicuro offrire un'esperienza interessante, sono GPlus e APCO. La prima di stampo anglosassone e medie dimensioni, la seconda decisamente ammericana.

Per i lavori in comunicazione, molto aggiornato il sito di Gorkana, che però offre per la maggior parte posizioni UK. E che saranno mai due ore di Eurostar? D'altronde Londra - pur essendo più dura e competitiva - offre di sicuro un mercato più all'avanguardia per comunicazione, marketing e pubbliche relazioni.


Le istituzioni europee
La porta d'ingresso per le istituzioni è ancora una volta lo stage, che serve per fare curriculum, ma anche per fare contatti preziosi di cui fare tesoro una volta terminata l'esperienza. Per lo Stage alla Commissione europea ci vuole determinazione e un po' di furbizia: quando si compila la domanda online occorre indicare la DG (ovvero la sezione) in cui si vorrebbe lavorare. Qui bisognerebbe evitare (o almeno non mettere come prima scelta) quelle che suonano più cool - aiuti allo sviluppo, cultura, relazioni esterne - e magari dare una chance anche alle politiche della pesca, secondo la logica: meglio fare uno stage in un'area non proprio sexy che non farlo per niente. E poi ci si accorgerà pian piano che - essendo Bruxelles la città della interest representation - tutto può risultare interessante e tornare utile.

Una volta passata la pre-selezione, si riceve una comunicazione via mail che dice che siete nel Blue Book. Vi indica per quale DG siete stati preselezionati, ma non è il momento di tirare un sospiro di sollievo e aspettare! Occorre, ovviamente, fare lobbying. Per mostrare che si è veramente veramente interessati alla posizione, bisogna farsi strada nell'organigramma della Commissione, capire chi sarebbe il vostro eventuale responsabile, e iniziare a mandare email. Questo da alcuni è apprezzato più che da altri. In ogni caso, se non vi risponde nessuno, lasciate perdere, si rischia di essere inopportuni. L'opzione migliore è avere qualche amico o conoscente che già lavora in Commissione, e vi può dare una mano ad arrivare a chi vi interessa, fornendovi i contatti giusti. [N.B. Questo non c'entra niente con la raccomandazione! A Bruxelles il networking è pratica fondamentale e sacrosanta, e conoscere tante persone è quello che può fare davvero la differenza. Per cui utilizzare i propri contatti per avere informazioni e arrivare dove interessa non viene guardato assolutamente come inappropriato o losco].

Tirocini Parlamento europeo - Per i giornalisti da tenere d'occhio la golosa Schuman option, stage pagato nella sezione comunicazione e ufficio stampa del parlamento. A detta di chi l'ha provata, molto interessante.
Altrimenti, un'esperienza gettonata è diventare assistente di un parlamentare. Esperienza che può variare molto a seconda delle esigenze dell'MEP in questione, della fiducia che è disposto ad accordarvi (per esempio affidandovi dossier interessanti) e della serietà con cui esercita il suo incarico Si sa, non tutti prendono sul serio il ruolo di europarlamentare. Per molti politici nostrani, ad esempio, "andare a Bruxelles" vuol spesso dire parcheggiarsi da qualche parte nell'attesa di una nuova candidatura/un nuovo ruolo in patria.
In genere il ruolo di assistente è preferito dai più giovani, e dopo qualche anno si è pronti a muoversi altrove, grazie alla miniera di contatti che il lavoro in Parlamento porta con sè. Un sito dove trovare annunci per questo tipo di ruoli è Work 4 MP. Ovviamente non aspettatevi annunci per i parlamentari italiani, qui si trovano quasi esclusivamente parlamentari British, che sono praticamente gli unici a selezionare i propri assistenti con criteri simili a quelli di un'azienda (curriculum e colloquio).

Da leggere:
Sempre importante sondare gli ultimi pettegolezzi del mercato, per capire che aria tira:

European Agenda - meno annunci ma qualche informazione interessante su come si muove il mercato
Publicaffairsnews - un must per chi è interessato al lobbying (e a Bruxelles ciò significa il 90% dei mestieri)
PR Week - per esplorare il magico mondo delle Pubbliche Relazioni, da Londra in giù
MojoWorking - sito di un tizio simpatico che se la cava bene come lobbista free-lance

------------------------

Pubbliche Relazioni e Giornalismo (Italia)
Se proprio la nostalgia è troppo forte, il mercato milanese ha ancora una certa dignità sul fronte della comunicazione e Pubbliche relazioni:


Nota: occorre ovviamente ridimensionare un po' le aspettative salariali e contrattuali. Potreste incorrere in annunci strampalati come questi. C'est l'Italie. Ignorateli e passate oltre. Fondamentale essere ottimisti.

-----------------------------

Altri Paesi

Ministero Affari Esteri - Partendo dal validissimo tirocinio MAE-CRUI, dove potete spaziare con la fantasia e per tre mesi andarvene nella località più esotica possibile (a spese vostre naturalmente) sentendovi un po' dei diplomatici.


[N.B. - questa sezione è work in progress]




30 commenti:

  1. Grazie delle info! è proprio quello che cercavo da tanto tempo sul web;-)

    RispondiElimina
  2. Bellissimo articolo, l'ho letto solo ora. Credi che possa avere delle opportunità anche con una laurea in Scienze Politiche - Relazioni internazionali ed un tesserino da giornalista in tasca?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Elio, le opportunità - se uno sa individuarle - ci sono. Molto dipende anche dalla tua conoscenza delle lingue. Inglese fondamentale, e pure francese non guasta. Importante anche saper creare contatti. In bocca al lupo!

      Elimina
  3. Questa storia del sapersi creare dei contatti non la condivido. Ci sono stato a Bruxelles...sono dovuto tornare temporaneamente per motivi familiari ma presto tornerò. Gli unici contatti utili e che ti possono davvero dare una mano concreta sono quelli sinceri, creati e costruiti non per secondi fini ma per condivisione di esperienze, comune sentire e cose così. Va specificato questo, perchè altrimenti risulta fuorviante. Sembra che uno deve per forza socializzare con tutti e se non ci riesce è un asociale. Non è così che vanno le cose. Io sono stra felice di essermi fatto pochi contatti ma buoni, e soprattutto rapporti veri....... non opportunistici

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Anonimo, anche io sono della tua idea...in un mondo ideale. Non so se sei stato a Bruxelles troppo poco, se sei giovane o quali tipi di ambienti hai frequentato. Posso dirti che, accanto ai contatti veri, agli amici, alle persone che per natura sono generose e ti vogliono dare una mano, negli affari europei (ma direi nel mondo del lavoro in generale) c'è un altro tipo di socializzazione, chiamiamola professionale, che poco ha a che vedere con i rapporti veri e profondi. E' appunto il networking, un conoscersi e scambiarsi informazioni perché si hanno degli interessi (professionali) comuni senza per forza condividere un sentire comune. E' un modo di socializzare per certi versi anche più facile di quello che si ha nel tempo libero, quando magari ci si mette in gioco come persone complete.
      E non c'è nulla di male, amici e contatti sono due cose diverse, che appartengono a sfere diverse della vita.
      Dopo aver passeggiato ad un po' di eventi con il tuo bravo badge al petto e il biglietto da visita in mano mi dirai : ).

      Elimina
  4. Articolo interessante. Mi sto laureando in Scienze della Comunicazione a Verona, a ottobre parto per Bruxelles dove ho intenzione di iscrivermi alla specialistica. Sono indeciso tra Relazioni Internazionali (mi ispira di più) e Comunicazione d'Impresa (pare più semplice trovare lavoro). Ho escluso la magistrale in Giornalismo per paura di rimanere disoccupato (potrei comunque aprire un blog per conto mio). Sai com'è la situazione per chi si laurea in Relazioni Internazionali? Io come molti (ma non come tutti) non ho i genitori che mi pagano il soggiorno all'estero e l'idea di non trovare un impiego soddisfacente dopo anni di master e stages mi preoccupa. Ah, è semplice essere assunto part time come cameriere, lavapiatti etc.? So bene l'inglese, il francese e discretamente l'olandese.
    Ciao e grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! Una specializzazione in comunicazione è molto richiesta a Bruxelles, ancora meglio se abbinata ad una conoscenza settoriale, ad es. energia, agricoltura, trasporti, ecc. Visto che hai già un triennio in comunicazione io mi butterei più su relazioni internazionali, per dare un po' di spessore alla tua preparazione. Anche se ti avviso: il 90% dei giovani che si affacciano a questo mercato hanno questo tipo di laurea, per cui differenziarsi in qualche modo (tramite stage e corsi ad indirizzo preciso) è fondamentale.

      Elimina
  5. Bel blog! Complimenti! Anche io ho fatto domanda e sto aspettando...sono laureato in scienze forestali ed ambientali (magistrale), chissà se avrò qualche possibilità...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Credo che con la tua laurea tu abbia delle ottime possibilità. C'è forte interesse per tutto ciò che è ambiente, e spesso in questo settore lavorano persone che ci si improvvisano senza avere una preparazione specifica. Dove hai fatto domanda?

      Elimina
  6. Speriamo...ho fatto domanda per Programmes, Projects, Actions and Funds...

    RispondiElimina
  7. tra l'altro ho anche un corso di perfezionamento universitario di un anno sull'agroalimentare...

    RispondiElimina
  8. Ciao,
    anzitutto complimenti: è da tempo che cercavo qualcuno che parlasse di lavorare a Bruxelles nel lobbying e nei public affairs e sei il primo ad essere stato così chiaro.

    Vorrei chiederti se a 30 anni e con la solo conoscenza dell'inglese sei 'vecchio' e 'impreparato' per gli standard di Bruxelles. E' una 'leggenda' (che ho sentito da persone passate da Bruxelles) o è vero?

    Perché se è vero che ci sono almeno un paio di stage da fare prima, forse un 30enne come me anche se con qualche anno esperienza in Italia nello stesso settore, non ha davvero possibilità di fronte a 26enni che conoscono 3 lingue...

    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Andrea! Io avevo proprio 30 anni quando mi sono trasferita a Bruxelles e sono partita con un contratto a t indeterminato, quindi non è detto che tu debba per forza fare stage. Dipende un po' dalla tua esperienza nel settore, da quanto è spendibile qui, da quanto tu possa colmare in fretta eventuali lacune in tema di affari europei. se vuoi darmi maggiori dettagli magari ti posso consigliare meglio!

      Elimina
    2. Ciao,
      scusami pensavo fossi un 'lui'... :-P
      Guarda da mesi provo a cercare lavoro in Italia ma non si muove niente, anzi sono più le prese in giro che le vere occasioni...
      Ho deciso quindi di partire a settembre per Bruxelles, prima però voglio migliorare l'inglese per essere il più possibile fluent. E sto studiando da solo diritto dell'Unione Europea.
      Non ho problemi a fare stage o a ricominciare da zero nonostante abbia 3 anni e mezzo di esperienza in public affairs in Italia oltre ad altre esperienze nel campo della comunicazione.
      Mi spaventa solo che potrei essere vecchio e impreparato se paragonato agli altri ragazzi in cerca...


      Elimina
    3. credo che il pensiero di essere "vecchio e impreparato" sia semplicemente uno dei tanto fattori da valutare, ma non certo quello che ti blocca dal tentare la fortuna. Se hai più o meno quattro anni di esperienza a 30 anni direi che non sei messo affatto male. quello che ho sperimentato io è che gli standard professionali qui sono più alti, quindi a volte gli anni di esperienza in italia pesano di meno. ma finché non provi, non sai. e poi, tieni conto che sì, ci sono inglesi che a 30 anni hanno già 8 anni di esperienza (che si riflette nel contratto e nella posizione che hanno) ma il panorama lavorativo qui è molto variegat. ci sono persone da tutta europa, con standard diversi, e questo viene anche valorizzato dal datore di lavoro, il cui scopo è avere un team non solo efficiente ma anche internazionale. per cui niente blocchi mentali!

      Elimina
    4. Grazie mille, il tuo commento ha alimentato la fiducia in me stesso. Ci proverò e ti farò sapere!

      Elimina
  9. Ciao,

    io dovrei partire ad ottobre per lo stage in commissione dg home. Io e la mia ragazza, laureata magistrale in scienze pedagogiche, vorremmo andare su insieme, per stabilirci li e provare a stare anche al di là del mio stage, sperando che si aprano un pò di porte...lei non sa il francese, lo imparerebbe su e vorrebbe trovar e inizialmente un lavoro qualsiasi, cameriera, baby sitting qualsiasi cosa per mantenersi in attesa di migliorare la lingua e magari cercare poi qualcosa di più attinente alla sua formazione. Secondo te, io a Bxl non ci sono mai stato, è fattibile per lei trovare un qualsiasi tipo di lavoro?
    grazie mille
    ciao antonino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao! partire con lo stage in commissione è ottimo, vedrai che ti darà molti spunti per il dopo. per la tua ragazza, credo che non ci saranno problemi a trovare qualcosa/imparare il francese. comunque per molti lavori in ambito europeo basta l'inglese. certo, per lavorare in ambito educazione/pedagogia, che è più legato al territorio, il francese sarebbe l'ideale.

      Elimina
  10. Ciao Frà mi chiamo Carla anch'io ho intenzione di trasferirmi a Bruxelles. Il mio sogno è lavorare presso la Commissione europea.
    Ho solo la laurea in Lingue (Francese ed ingese).
    Credo che le cose si creino passo passo: lo scopo è arrivare alla C.e ma so che c'è molto cammino da fare. Vorrei per cominciare un qualsiasi impiego e poi credo ci sia bisogno di affiancare uno stage o prendere un master. Ho anche visto le scuole italiane a Bruxelles ma non avendo io l'abilitazione all'insegnamento (ho solo una misera laurea!) non saprei come fare. Sai per caso se ci sono scuole paritarie italiane a Bruxelles?

    Cosa mi consigli?
    Grazie
    Carla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao Carla,
      io ti consiglio di puntare diritta allo stage alla Commissione/altre istituzioni europee. Sul mio blog trovi un po' di link. La laurea in lingue va benissimo, magari cerca un master in studi europei per completarla. ma l'inglese lo conosci? direi che è fondamentale.
      in bocca al lupo!

      Elimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Ciao mi chiamo Fabiana, sono anni che penso di cercare lavoro a Bruxelles e forse, vista anche la situazione lavorativa nella mia regione (Sardegna) è arrivato il momento di rimboccare le maniche e cercare cercare cercare! Ho una laurea in economia e politiche europee, un master in progettazione europea e a breve sosterrò l'esame di abilitazione alla professione di Commercialista, pecca grande il mio inglese che va perfezionato mentre con il francese va molto meglio! La mia paura più grande è essere considerata vecchia ( 30) anni! Puoi consigliarmi un punto di partenza da dove iniziare la ricerca? Ti ringrazio in anticipo
    Ciao
    Fabiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao Fabiana,

      mi sembra che tu abbia ottime qualifiche. Spolverare l'inglese è indispensabile. ma cosa vorresti fare a Bruxelles? per i commercialisti purtroppo non so come funziona...intanto puoi guardare i link che suggerisco qui sopra, dove trovi degli annunci di lavoro e ti fai un'idea...in bocca al lupo!

      Elimina
  13. Non ti nego che la mia massima aspirazione è quella di lavorare in un istituzione, magari come progettista! Ovviamente sarei disposta a partite dal basso e fare qualsiasi cosa, anche uno stage, in modo da perfezionare il mio inglese! A novembre andrò un paio di giorni da amici di famiglia per iniziare a farmi un idea, speriamo bene e crepi il lupo!!

    RispondiElimina
  14. Questo articolo è stato senza dubbio illuminante, pieno di informazioni a cui davo la caccia da mesi :) In quanto laureanda in Relazioni Internazionali mi sto dando da fare per capire quale sia il passo successivo più corretto da compiere, e dopo un'attenta analisi della mia situazione economico-finanziaria ho deciso di cercare uno stage. Purtroppo sono arrivata troppo tardi per fare richiesta alla Commissione europea, ma ho intenzione di inserire la mia domanda per la sessione di ottobre. Quello che mi preoccupa maggiormente è non essere considerata una candidata valida. Durante la mia esperienza universitaria mi sono dedicata esclusivamente allo studio, quindi il mio CV è "povero" di esperienze extra-curriculari. A mio vantaggio ho, tuttavia, l'ottima conoscenza dell'inglese, e la buona conoscenza del francese e del tedesco.
    Ciò detto vorrei sapere [se disponi della conoscenza necessaria ;) ], cosa mi consigli di fare per intraprendere la carriera negli affari pubblici/lobby: cercare subito uno stage, magari un periodo di volontariato nella campagna delle elezioni europee 2014 o uno stage aziendale, o migliorare la conoscenza delle lingue andando all'estero e ottenendo un certificato che ne attesti il livello?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. direi di dare la precedenza alle esperienze lavorative, quindi vai con lo stage, nelle istituzioni o in una lobby/trade association/consultancy. tieni presente che se puoi fare un'esperienza al/intorno al parlamento europeo questa viene molto valorizzata per un potenziale impiego nei public affairs.

      Elimina
  15. Ciao! mi e' piaciuto e ho trovato molto utile il tuo blog...compliementi! ti chiedo un'informazione, magari vista la tua esperienza puoi aiutarmi..Sto cercando da un po' di tempo il modo di approfondire le mie conoscenze in europrogettazione, anche in considerazione dell'inizio del nuovo periodo di programmazione europea 2014-2020. tra la ricca offerta di bruxelles, sapresti indicarmi qualche ente/societa'/istituto di formazione/.../ particolarmente qualificato e riconosciuto per brevi corsi su quanto detto? Vengo dal mondo della Cooperazione Internazionale (con relativo master all'Universita' di Bologna). Dopo sette anni di lavoro in questo settore (come avrai capito la mia eta' e' superiore alla media di quelli che hanno scritto prima di me :-) ho per un anno e mezzo lavorato in un ente regionale come consulente esterno su progetto ue...contratto scaduto ormai da qualche mese ahimè! insomma...ripartire da bruxelles mi sembrava una buona idea...anche con un breve corso...poi non si sa mai :-) grazie!

    RispondiElimina
  16. ciao. bel blog, complimenti. ho 26 anni, sono siciliano, sono laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche con specializzazione in campo europeo, con una esperienza di un mese nella stessa Bruxelles per la mia tesi magistrale. ho tentato application di ogni tipo, sia verso istituzioni UE che privati, specie a Bruxelles, ma niente, nonostante una buona conoscenza di inglese e spagnolo e un francese più che sufficiente. ho anche tentato per il dottorato in italia, ma è una causa persa. vorrei dunque sapere se a Bruxelles un pò come a Londra si può andare alla ricerca di una carriera magari in ambito europeo ma sempre e comunque partendo dal basso -cameriere, lavapiatti, receptionist, per esempio- soprattutto per migliorare il francese. ovvero, non so se andare a londra o a bruxelles. il mio dubbio è se anche a bruxelles si trovano con facilità queste posizioni minori. per gli stages ho già tentato più volte come ho già accennato, ma forse manca qualcosa nel mio cv. grazie per l'attenzione

    RispondiElimina
  17. Ciao, interessanti indicazioni. Se potessi consigliare per chi lavora nel sociale 2/3 contatti da avere a Bruxelles per costruire/rafforzare partenariati per sviluppare progetti ed iniziative comuni in questo ambito? Lavoro in una coop sociale, ambito sociale (migrazione, socio-sanitario, educazione, contrasto a razzismo) e starò una settimana a Bruxelles a marzo, vorrei cercare qualche contatto utile per un primo incontro di introduzione/presentazione della nostra realtà e poi eventualmente tornare quando serve per approfondire...avete idee/suggerimenti??

    RispondiElimina
  18. Bruxelles rappresenta la via facile per un arricchimento economico rapido e privo di creazione di ricchezza reale. Replica ad un livello più alto e meno visibile, gli sprechi e i lussi dell'inutile burocrazia italiana. In verità le ricette di bruxelles sono le stesse da anni: pratica dell' austerity ai popoli europei per drenare risorse e godersele loro, i burocrati di bruxelles. A quanto il collasso di questa pagliacciata?

    RispondiElimina