giovedì 25 gennaio 2018

School

Stasera sedevo  su sedioline da bimbi insieme ad altri genitori tutti molto giusti e radical chic (adesso i radical chic sono hipster? boh), a sentire una presentazione sull'asilo bilingue dove c'e' pure lo yoga e il corso di cucina.

E' parte di un tortuoso percorso iniziato l'8 gennaio, per trovare una scuola adatta a Giulia e iscrivercela.

Mai avrei pensato che scegliere un asilo fosse una task del genere. Ai miei tempi l'asilo era quello comunale sotto casa e basta (ok poi non ci sono andata ma questo e' un altro discorso).

Oggi se non hai una laurea in scienze dell'educazione sei inadeguato a scegliere per il futuro di tuo figlio. Si parla di "pedagogia", "pedagogia attiva", stimoli psicomotori, laboratorio logico-matematico (a tre anni??). Ci sono info session dettagliate, che fanno sembrare i miei criteri di base - pulizia e sicurezza - una roba da povera provinciale.

E poi c'e' la disperata competizione per un posto. Eh gia', perche' se un asilo ti piace vuol dire che piace anche ad altri. Se e' pubblico devi assumere un esperto IT che ti spieghi come fare a prenotare online senza finire in fondo alla classifica, e un esperto di telecomunicazioni che ti aiuti a scardinare il centralino.

C'e' poi il velato razzismo (forse, a volte) che sentendo il tuo accento straniero ti sposta in giu', quando la cosa e' a discrezione del preside.

In ogni caso al preside devi piacere. Ho sentito consigli di "farsi veder ogni tanto", "farsi amiche le maestre" - roba di lobbying sofisticato che altro che i lavori della Bolla.

E comunque - che sia fare un refresh disperato sul sito del comune, che sia precipitarsi alle info session sulla pedagogia attiva, che sia sgomitare per una pre-iscrizione....c'e' sempre questo sottile senso combattivo di protezione del cucciolo, che tipo ammazzeresti qualcuno per garantire al tuo piccolo il meglio di una scuola Montessori.

Sei un professionista affermato, d'altronde, ora che ti sei riprodotto vuoi mettere ogni tuo singolo e remoto skill al servizio di questo piccolino.

In tutto cio' ci trovo in parte un tenerissimo istinto genitoriale -quasi selvaggio, biologico. Che pero' a volte si accompagna ad una pressione sociale malsana, che semina competizione dove non servirebbe, in un mondo in corsa impazzita con lo spettro della crisi economica.

Ecco sta iniziando un compito difficilissimo.