venerdì 8 dicembre 2017

Di culi e mutande

Mi trovavo stamattina a scegliere le mutande...
Incipit glorioso per un romanzo di successo, lo so.
Ma.
Questa piccola, all'apparenza banale scelta, ha scoperchiato una serie di riflessioni.
Dicevo. Sceglievo le mutande per andare a una conferenza. L'ardua scelta era tra il paio piu' comode e un altro lievemente piu' scomode ma senza cucitura. Che col pantalone aderente stanno obiettivamente meglio.
Ma.
Stanno meglio ad un occhio che indugia sul mio culo al punto di notare la cucitura della mutanda. 
E perche' mai ad una conferenza tra professionisti seri del diritto e della finanza qualcuno dovrebbe guardarmi il culo? It's no one's business to stare at your ass, diceva la vocina britannica dentro di me ( su certi argomenti tendo a ragionare in inglese).

Senza ulteriori pensieri ho scelto la comoda- in fondo devo stare in giro tutto il giorno, ho da intervistare e scrivere e perche' mai dovrei allocare anche solo un 1% del cervello al fastidio di una mutanda che ti si insinua tra le chiappe.

Ma poi ho ripensato a cosa avrebbe detto la mia best friend ('insomma Fra non ti si puo' vedere') e di riflesso quasi automatico alla mia adolescenza e giovinezza. A quell'eta' tutti gli sforzi del nostro essere erano esattamente indirizzati a far si' che il culo ce lo guardassero. 'Che bel culo' era un complimento agognato.
Ora la cosa mi pone un dilemma morale.
Ragionavamo cosi' perche' inconsciamente pregne di un'atmosfera sessista senza scampo? Assecondavamo senza capirci niente una  visione maschilista del mondo che ci voleva oggetti e basta?
O era parte normale e naturale dell'essere umano giovane che cerca di vivere appieno la primavera della sua esistenza?

La questione mi attanaglia, resa piu' calda dal dopo weinstein.

Dove finisce il naturale gioco tra i sessi e dove inizia un inaccettabile sessismo? Benche' io abbia sposato con entusiasmo la causa anti-sessista e, perche' no, femminista, rimango nel
timore che in tutto cio' ci sia un rischio non del tutto quantificato di un mondo grigio e amorfo, del tutto privo di charme e seduzione. La quale richiede un minimo di gioco delle parti - a meno che io non sia ancora inconsciamente pregna di maschilismo.

Insomma non e' che poi va a finire che non si tromba piu'?