sabato 21 ottobre 2017

Cose che vorrei mi avessero detto

C'e' sempre un certo pudore su certi argomenti, tra mamme in attesa e neomamme. L'avevo notato in gravidanza e ora lo sperimento dall'altra parte. 

Davanti a un'amica o una collega incinta mi prende una sorta di reticenza, un timore di svelare alcune cose troppo presto - togliendo cosi' il sacrosanto piacere della scoperta. Oppure il timore di allarmare inutilmente la mamma in attesa con faccende che magari non la toccheranno nemmeno, perche' le reazioni fisiche e psicologiche a tutto cio' sono incredibilmente varie e individuali.

Una cosa sola, tra tutta la miriade di scoperte fatte nell'ultimo anno, avrei voluto sapere in anticipo. E nessuno -medici, kine, ostetriche - me ne ha mai fatto menzione.

Questa cosa si chiama diastasia addominale e prima di qualche mese fa non ne avevo mai sentito parlare, nonostante la frequentazione assidua di forum piu' o meno professionali sulla maternita'.

In pratica, puo' accadere che le fasce addominali, dopo essersi naturalmente separate per accogliere l'anguria, non tornino al loro posto. Lasciando un buco che all'occhio esperto del chirurgo bastano tre secondi per identificare. Ma che io ho iniziato a notare dopo dieci mesi, quando ormai mi era uscita un'ernia ombelicale. 

E quando ormai era troppo tardi per fare alcunche', lasciando come unica opzione 'ma per ora non e' necessario' un'altra operazione.

Come mi ha spiegato l'allegro chirurgo infatti, se queste fasce non si avvicinano entro i primi tre mesi dal parto, non lo faranno mai piu'.

Mai piu'. 

Posso fare tutti gli addominali che voglio, spendere lo stipendio in fisioterapia, sfinirmi in piscina. Ma quel fosso in mezzo alla pancia resta. Regalandomi un gonfiore istantaneo che attira costantemente, senza eccezioni, gli sguardi dei curiosi che dandosi di gomito sussurrano 'sara' mica di nuovo incinta'.

Estetica a parte - concetto che nel post gravidanza ho imparato a relativizzare parecchio- il fosso significa che i miei organi interni sono in balia degli eventi, che la mia schiena fa uno sforzo doppio, che digerisco male e chissa' quali altre disgrazie.

Nel mio caso poi, l'impatto psicologico e' abbastanza pesante, visto che l'addome tonico e' l'unico punto di me che ho sempre guardato con piacere. L'unico che non mi ha mai dato pensieri, concentrati invece sulla lunghezza delle gambe e sul monitoraggio attento della circonferenza culo. Insomma, la mia pancia, anche a volerla per un attimo separare dai suoi connotati simbolici, e' importante se non fondamentale per il mio equilibrio psico-fisico.

Grazie al cielo un rimedio seppur invasivo esiste e quindi aspettero' di smaltira la precedent anestesia e mi prenotero' per  un intervento, chessara' mai un'altra cicatrice.

Pero'. Magari se qualcuno mi avesse avvisato prima avrei potuto fare qualcosa. Magari non avrei snobbato la pancera. Magari mi sarei trascinata con piu' energia al kine post-natale, invece di prenderla comoda e aspettare sei mesi. 

Ecco nella valanga di informazioni non richieste di quei nove mesi, perche' nessuno mi ha detto questa?