lunedì 11 settembre 2017

Due braccine olivastre

A place St. Catherine c'e' un piccolo parco giochi. Niente di che, uno scivolo e una costruzione, tutto piantato su quel materiale morbido che attutisce i colpi e che ha sostituito il duro asfalto su cui mi cimentavo io, da piccola.

Giulia e' piccina ma vuole gia' giocarci, e cosi' ieri si piazzava in fondo allo scivolo, cercando di capire come diavolo si facesse a salire su. Non certo dal basso della rampa, dove stava. 

Intanto una bambina che l'eta' ce l'aveva per lo scivolo si stava lanciando giu'. Due braccine hanno preso Giulia e l'hanno messa in salvo da uno schianto sicuro, molto prima che io o suo papa' riuscissimo a intervenire.

Mi ha colpito il fare adulto di una bambina che avra' avuto sei anni o forse nemmeno. L'atteggiamento protettivo, lo stesso con cui poi silenziosamente ha preso la manina a Giulia come a voler fare amicizia. Senza forzare, come per dire io sono qui.

Era una manina scura, carnagione olivastra. Sotto le unghiette strati di sporcizia ben piu' vecchi di un eventuale bagnetto la sera prima. Giocava senza scarpe, indosso solo dei calzini logori e troppo grandi. Sotto allo scivolo aveva posizionato con cura un paio di zoccoletti, gia' con un piccolo tacco e del tutto inadeguati al gioco (e all'eta').

Era li' da sola, gia' adulta, a differenza dei coetanei super sorvegliati da genitori multilingue che con un pizzico d'ansia richiamavano i pargoli ad uscire di li'. 

Ogni tanto spariva dietro l'angolo e seguendola ho potuto capire. I genitori erano seduti per terra a chiedere l'elemosina, davanti al bancomat.

Qualche giorno prima invece noi neo genitori a discutere quale fosse il parco 'meglio frequentato' - grossi sottintesi - dove fosse meglio mandare i bimbi all'asilo e a scuola - e ancora grossi sottintesi di imbarazzante conflitto fra il politically correct, il che guevara delle magliette in soffitta, e la nostra posizione da borghesucci in erba che si fanno il culo tutto il giorno davanti a un PC. E cercano di capire ogni giorno quale mondo dorato si meritano di proporre ai propri amati. 

E non si fermano troppo a riflettere sul fatto che un po' di diversita' a scuola farebbe bene. Ma che in una citta' come questa, fatta di ghetti e bolle non comunicanti, di improvvisi e insperati guadagni e ansia da protezionismo culturale, puo' essere davvero difficile.