martedì 1 agosto 2017

Imperfezioni

Non siamo piu' abituati alle imperfezioni, noi super-umani elitari della Bolla. Noi che abbiamo dovuto affrontare e superare numerose prove a ostacoli, dall'assimilazione del galateo email anglosassone, fino al controllo quasi perfetto di emozioni sguaiate e slanci sospetti. Noi che ci siamo migliorati e rafforzati e ripuliti. Che sappiamo come reagire in maniera professionale a qualsiasi situazione.

Noi. Torniamo in Italia e veniamo sopraffatti da una valanga di imperfezioni. Siamo circondati da persone 'normali' non laureate, vediamo per strada facce ignoranti, ci ritroviamo in conversazioni assolutamente non alla nostra altezza di pluri-lingui masterizzati e impacchettati. 

A casa questo o quello scricchiola e non funziona, quel tubo della doccia e' sempre li' da cambiare da sei mesi, il condizionatore e' in cantina e ci vogliono giorni a tirarlo su e intanto ci sono quaranta fastidiosissimo gradi. C'e' chi non sa cosa fara' a settembre a contratto scaduto. C'e' chi soffre e - mon dieu - ne parla apertamente. Oppure glielo si legge in faccia o - doppio mon dieu - nei tatuaggi

Non conosco nessuno a Bruxelles che abbia dei tatuaggi, delle cicatrici evidenti. Che parli delle proprie ferite senza il gesso imposto dalla comunita' expat, dove in giorno dici una cosa personale a qualcuno e il giorno dopo te lo ritrovi davanti a farti un colloquio.

Dove anni fa sperimentai l'angosciante e orwelliana sensazione di non potermi mai lasciare davvero andare. 

Insomma nella fresca e verdeggiante Bruxelles le imperfezioni non esistono se non limate, smussate e ridotte ai minimi termini. A Bruxelles non si urla, non ci ai tirano i piatti e tutto funziona bene. E se non funziona abbiamo i soldi e soprattutto quella mentalita' efficiente  che fanno si che si ripari subito.
A Bruxelles non esiste la vecchiaia, siamo tutti giovani e in salute e pieni di forze. 

Non esistono problemi - issues- che non possano essere risolti. 

Le emozioni sono tutte gestibili e impacchettabili e sopprimibili.

E noi vogliamo tornare li', nel brillante presente, lasciandoci indietro tutti questi problemi, queste emozioni scomode, questi anziani, questi giovani precari, questa malinconia per il tempo che passa. Questa vita.

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