martedì 6 giugno 2017

A mali estremi

Quando e' troppo, e' troppo. Dopo l'ennesimo 'ao' ma mica ne aspetta n'artro', sabato ho deciso che era giunto il momento. Io ci ho provato, nei limiti delle mie modeste possibilita' di energia e di tempo. Ma quello che un tempo fu il mio glorioso addome, asset di punta, gioello della corona, flagship store della mercanzia, non si riprende. Sta li', flaccido, inerte. Mai avrei pensato che mi avrebbe delusa. Sui fianchi, le gambe, non riponevo alcun tipo di aspettativa. Ma lei, la mia pancia piatta, non mi aveva mai destato preoccupazione, nemmeno quando si era gonfiata a dismisura per contenere Giulia.

Tant'e'. Complice un viaggio in Italia e le ripetute pressioni materne, sabato pomeriggio ci vede varcare la soglia del negozio di intimo del centro commerciale varesotto. 'Vorrei una..uhm...pancera', dico a mezza voce alla commessa ventenne. 'Tipo una guaina contenitiva sa, per la pancia', strilla delicatamente mia madre.

Ah certo ho capito, fa l'adolescente. Con la coda fra le gambe la seguiamo verso un angolo buio, che non avevo mai notato nel mezzo di tanti completini colorati, di pizzo, sfiziosi, sexy, carini.

'Che poi sono pure carine, 'ste pancere', commenta con falso ottimismo mia madre. 'Beh carine non direi', si lascia scappare la commessa mentre rovista in un cassettone in basso. 'Utili', aggiunge incoraggiante mentre io voglio sprofondare nel pavimento del Gigante, in quel momento preciso. 

Vado a provare l'affare, una specie di costume da bagno rigido dal feel ottocentesco. Quindi avevano ragione loro, quelle dei corsetti. Anni di lotte femministe buttati all'aria. (Non a caso la piu' strenua sostenitrice di tali metodi e' la nonna, che il giorno seguente di affari me ne regala tre.)

'Ha ancora i postumi della gravidanza', sussurra discretamente (cosi discretamente che la sento da dentro al camerino) la mamma alla commessa che sono sicura se la sta ridendo sotto al mascara. 'Ah ha partorito da poco?'. Ok voglio andarmene. Subito.

Usciamo dal negozio dopo aver speso la modica cifra di euro ottanta - pero' abbiamo avuto in omaggio un simpatico pareo rotondo.

Ho tradito i miei principi. Il principio della comodita', secondo cui mai bisogna indossare un abito scomodo che' il proprio benessere e' prioritario all'immagine. E il principio dell'onesta' dell'abbigliamento, per cui se hai le tette piccole e'disonesto mettere il reggiseno imbottito e se sei bassa e' disonesto mettere i tacchi.

Pero' la cosa funziona. Cazzo se funziona. In un attimo mi sento quasi normale. E un'amica che non vedo da tempo aprendo la porta esclama 'come sei dimagrita.'

Ho ritrovato la pace.