domenica 28 maggio 2017

Number two

In questi giorni al mare guardavo le altre famiglie, e quando ne vedevo una con un figlio solo, gia' un po' grandicello, mi calava una patina di tristezza.
Maiorca, maggio 2017

Pensavo al crescendo di difficolta', per i genitori, ad intrattenerlo/a. Alle ore di solitudine in casa, che giocoforza devono saltare fuori, tra la scuola, il corso di nuoto e la cena. E appunto, alle vacanze. In cui e' vero puoi socializzare con gli altri bambini, ma senza l'appoggio sicuro che potrebbe darti un fratello.

Insomma, dopo il primo figlio inizia un secondo round di riflessioni, pressioni e sensi di colpa a cui tocca rispondere in qualche modo.

Vorra' un fratellino con cui giocare, e' la mia preoccupazione principale - sostanzialmente l'unica di fronte a un mare di svantaggi. 

Questo ragionamento  mi permette di sciorinare lucidamente una serie di realta' che nell'immediato dopo-parto una combinazione di inbecillita' ormonale e senso del pudore contribuiscono a tenere segrete.

Mi pare di avere accennato alla fatica. Prima cammini per nove mesi con la sensazione di aver ingoiato un ferro da stiro, che nella testa inizi a calcolare la traiettoria piu' breve perfino per attraversare una piazza. Poi il terno al lotto del parto, che nel mio caso si e' concluso con un doloroso (in tutti i sensi) taglio cesareo. Poi i chili che non se ne vanno piu', intanto che continui a prestare il tuo corpo alla causa in modalita' latteria-open-bar. E ok, e' vero che io ho riposto forse un'eccessiva fiducia nei benefici del walking a scapito di kine e nuoto, ma il corpo non torna come prima. C'e' sempre qualcosa che sta li' a indicarti che ormai indietro non si torna. 

Del sonno ho gia' ampiamente disquisito. E una volta che delicatamente, in punta di piedi, si inizia di nuovo ad assaporare una notte intera come si deve, vogliamo davvero ripiombare nella tortura urlante della sveglia ogni due ore?

Insomma, motivazioni razionali non ce ne sono - a parte la discutibile prevenzione della solitudine casalinga.

Ma d'altronde non ce ne sono neppure molte per un primo, oggigiorno che i nonni sono lontani, abbiamo lavori totalizzanti e mille distrazioni edonistiche a portata di click.

Eppure qualcosa di misterioso e oscuro opera nell'ombra, perche' alla fine i bimbi si fanno.