lunedì 22 maggio 2017

Maiorca

Un tempo l'estate iniziava piano piano. Una gita al lago, prendere il sole al Ticino (questo avevamo, noi nel varesotto). Poi la piscina all'aperto e infine il mare. Sempre lo stesso, 2, 3 settimane. Un mese, a volte.

Adesso che abito nel nord europa e' tutto diverso. L'estate c'e' a sprazzi, certe domeniche di 20 gradi e piu' in cui la citta' si riversa al bois de la cambre, oppure ci si spinge fino a Knokke o Ostende per vedere il mare giallo diventare almeno un po' grigio.

Ma non ci puoi fare affidamento.

Le vacanze, in nord europa, vanno organizzate. Settimane strategiche, a novembre o ad aprile, a spezzare periodi di grigio troppo lunghi. 

Settimane che - se non vuoi varcare l'oceano e nemmeno te la senti di tentare lo scoppiettante medioriente - finiscono per lo piu' in Spagna - leggi Canarie o Baleari. 

Se hai figli poi, queste sono tappe obbligate. Temperatura mite, spiagge e resort attrezzati, clientela selezionata esclusivamente over-65 o coppie con prole al seguito. Se un tempo tale scenario mi sarebbe parso suicida, da quel di' che iniziai ad avere una pancia si e' assestato sulla soglia dell'accettabilita'.

Questa volta ci e' andata bene e in un porticciolo a nord di Maiorca abbiamo trovato il punto perfetto tra tranquillita', autencita' e quei comfort da turista medio che attraggono britannici con carrozzine in (fortunatamente  non) grande quantita'.

Cosi', situazione baby permettendo, posso ancora passare qualche mezz'ora a guardare il mare e svuotare la testa. A ricordare e collegare, intessere tele nuove di pensieri. Cercare interpretazioni nuove, tutte valide e nessuna definitiva.

Perche' alla fine, quello che interessa a me di una vacanza non sono tanto le spiagge, i cocktail dell'aperitivo o le escursioni in barca. Mi interessa questo: guardare il mare e pensare.