sabato 29 aprile 2017

Tutto bene

Sono giorni veloci, in cui ti svegli e un attimo dopo e' di nuovo sera. Giorni in cui annaspo per un po' d'aria, per un po' di vuoto, a fronte di tanto pieno.

Nelle bozze di blogger ho una serie di post iniziati e mai finiti, scampoli di respiro sul tram, nei venti benedetti minuti che separano l'uscita del nido all'entrata in ufficio. E' l'unico momento della giornata veramente mio, prezioso come una goccia di rugiada. (E' preziosa la rugiada? Boh, suona bene).

Sto timidamente ricominciando ad accettare trasferte di lavoro. Uno, due, tre giorni. Si ricomincia settimana prossima. La parte di me che gongola all'idea di una notte da sola, dove finalmente, si spera, potro' dormire, e' in realta' abbastanza piccola. Inaspettatamente piccola. Perche' per il resto ci sono tutta una serie di cose che adoro.

Adoro la routine del bagnetto, la pappa, il gioco serale. Adoro la sensazione del venerdi' sera quando la vado a prendere e abbiamo due giorni tutti per noi davanti. Adoro quando me la porto in giro fieramente e tutti mi fermano per dire 'che bella'. Quando i parenti assistono rapiti per ore alle sue performance. Quando le maestre all'asilo mi raccontano di qualche nuovo sviluppo o quando lo vedo io - tipo quando l'ho vista alzarsi in piedi la proma volta, tre sabati fa.

Adoro la scusa per non uscire il sabato sera. E anche molte altre sere di appuntamenti noiosi o vuoti o doverosi.

Adoro le mattine in cui mi guarda dal seggiolone mentre mi vesto, prima di partire tutti insieme in macchina, oppure solo io e lei, a farle le boccacce mentre ride dal passeggino.

Adoro pensare al futuro, a cosa fara' a un anno, due, sette, dieci. Pensare di avere un percorso davanti a noi, una strada lunga che nessuno ci puo' togliere.

Insomma. Ho mal di testa e migliaia di ore di sonno arretrate. Ma va tutto molto bene.