venerdì 15 luglio 2016

Oddio una pancia: le reazioni

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E' un periodo che sono in vena di liste. Lista dei libri che ho letto durante la gravidanza, lista dei luoghi più belli che ho visitato, lista dei cibi che più mi mancano con questa fottuta dieta sugar-free.
Sarà un bisogno di sistematizzare e ordinare, sarà che sento che la mia vita sta per compere un salto irreversibile. Sarà che il format più popolare in giro pare essere "dieci cose che...".


Ora che la pancia non ha bisogno di presentazioni, ammiccamenti e suggerimenti (tipo ehm...non posso bere alcool...capisciammè), il mondo circostante si accorge del mio stato interessante, perfino il più rincoglionito degli esemplari di sesso maschile.

E posso ritenere completo il mio elenco di reazioni alla gravidanza. Ecco le tipologie riscontrate:

L'appropriato - Alla notizia, prima sfodera un grande sorriso, poi - a seconda del livello di confidenza - ti abbraccia  e ti fa gli auguri. Si informa poi cortesemente sui due punti chiave: di che sesso è, quando il termine. Se siete alle prime armi con tali annunci, sappiate che questa è la reazione più appropriata. Educata, partecipativa, non invadente.

L'inappropriato - Non riesce a mascherare il proprio turbamento, a qualsiasi cosa esso sia dovuto. Tenta la reazione appropriata ma non gli viene e inizia con domande inopportune (si evidenzia una netta maggioranza di maschi in questa tipologia). Tipo: ma era voluto? (vuoi davvero ascoltare la sbobinatura degli ultimi dieci anni di riflessioni in merito?) Ma come è successo? (Spero per la tua ragazza che sia una domanda retorica) Smetterai di lavorare? (Ma mi conosci?!).
E l'irritantissima, nel mio caso, Ma ora vi sposate? (chapeau a mia nonna che dopo novantadue anni di fede cattolica non ha mai formulato quest'ultima domanda).

L'allarmista - Categoria già trattata in un primissimo post sull'argomento, si tratta dell'amica - in questo caso prevalenza donne - che si diverte a vedere la tua faccia terrorizzata mentre elenca una serie di disturbi e tragedie raccontatele dalla vicina di casa o da miacuggina miacuggina.

L'indifferente - Prende atto della tua condizione con un cenno del capo, e poi rimuove immediatamente. Continua a parlare di qualsiasi argomento non sia questo, non ti offre, che so, una sedia o un bicchiere d'acqua, non si sforza di fare le domande di rito. Nell'orizzonte temporale della conversazione non è contemplata una data di parto né eventuali periodi di congedo lavorativo. E' come se non gli avessi detto niente (prevalenza: maschi). Per carità, io stessa non amo indugiare nei dettagli né iniziare a caratterizzarmi esclusivamente come mammina, però...pur sempre un evento life-changing è, diamine. Se ti avessi detto che mi trasferivo ad Hong Kong avresti resgito così?

Il tecnico - Ha già uno o più figli, oppure ne aspetta uno. La conversazione si fa dunque subito dettagliata e tecnica, spaziando dalle prime nausee all'epidurale fino agli estremi del massaggio perineale (andate a cercarvelo). L'esperienza varia dall'essere piacevole, un sollievo (quando si parla con le amiche più strette o con donne particolarmente sagge), utile (ad esempio sulle specifiche tecniche del passeggino), fino ad una noia mortale. Insomma, non esageriamo. Ogni cosa a suo tempo. Mi è rimasto impresso a tal proposito un padre entusiasta di due bambine, che ad una festa è arrivato anche a darmi delle dritte su come fare il bagnetto al pupo.

Ci sono poi le street reactions, ovvero di quelli che incontri per strada ma non conosci.

Il sorrisone - quello, ma soprattutto quella, che ti guarda e sorride gioiosa, probabilmente attivando un pensiero tipo che i bambini sono un dono del signore. Non riesco mai a ricambiare il sorriso perché mi sento imbarazzata dall'attenzione.

La smorfia di disgusto - Una mia amica di recente è uscita con un tizio che affermava di avere la fobia della pancia. Cioè, le donne incinte gli facevano schifo. Dapprima mi è sembrato strano, ma effettivamente mi è capitato di incrociare un paio di maschi che, alla vista della mia pancia extra large, non sono riusciti a trattenere smorfie inequivocabili.

L'incoraggiamento - Qualcuno si spinge in un "bonne courage" che tutto suona tranne che un genuino ed empatico incoraggiamento. Categoria prevalente: il maschio nullafacente da bar.

Il marpione - In conclusione, non posso non citare un episodio avvenuto davanti a un pub della Bolla durante l'intervallo di una partita dagli europei. Ormai rassegnata ad una temporanea invisibilità all'occhio predatore maschile, non mi attendevo certo che mi si avvicinasse un distinto frequentatore di happy hour con birra in mano per attaccare bottone in tema pancia. E' stata, inutile a dirsi, la conversazione più inappropriata delle inappropriate, in cui il tizio ha affermato di "non avere mai visto nessuna così incinta". "Ma cosa sono, sei gemelli?" "Se vuoi posso accorrere con un panno e dell'acqua, secondo me stai per partorire". Inesperienza e imbarazzo mi hanno paralizzato la lingua e purtroppo non sono riuscita a rispondere a tono come al solito. Secondo un amico si trattava di un pervertito. L'unico commento, insieme all'amica che mi accompagnava, è comunque stato: WTF?