lunedì 6 giugno 2016

Tempo libero tanto

Stiamo di nuovo a gambe all'aria, io e la mia piccola inquilina in espansione.

Dopo una prova generale di parto non richiesta, la settimana scorsa, ora siamo ai box per prendere un po' di fiato.

E tocca riabituarsi, soprattutto dopo un periodo di sconcertante vitalità, in cui mi ero spinta addirittura ad aperitivi e spettacoli serali, e avevo ingenuamente dato la disponibilità come speaker ad una conferenza, preparandomi a sbandierare la mongolfiera davanti alla comunità finanziaria incravattata in promozione della filosofia "pregnant and so what?".


Altro che so what. Da qualche giorno le mie giornate sono ripartite in:

- 70%: Navigazione random su iphone alternando Twitter, Facebook (un triste ritorno dovuto alla noia e all'isolamento sociale), Whatsapp e una sbirciatina colpevole alle mail di lavoro.
- 10%: consultazione ansiosa di siti per genitori, neomamme e mamme in attesa, nel tentativo di decifrare sintomi e avvisaglie sempre nuove
- 10%: organizzazione e preparazione pasti che prevedano: assenza di zucchero, glucidi moderati, equilibrio proteico, non troppo sale, niente roba cruda, frutta e verdura lavate col bicarbonato, caffè solo uno al giorno e misurazione finale di glicemia tramite apposito apparecchio.
- 10%: lettura o rilettura di libri mediocri tipo questo.

Qualcuno mi consiglia di farmi delle pere di serie TV. Ma, orfana di Friends e 30 Rock, non riesco più a trovare qualcosa che non mi faccia venire voglia di spegnere dopo i primi 5 minuti. Netflix si è rivelato una delusione. Mi piacerebbe bullarmi di trovare meraviglioso House of Cards, ma non sono mai riuscita a superare i primi 10 minuti senza addormentarmi. Robe investigative o violente niet.

Solo Girls, che narra di un gruppo di ventenni newyorchesi, riesce a catturare moderatamente la mia attenzione - ma il target è comunque quello troppo young degli appartamenti in condivisione e la ricerca del primo stage.

La noia è per persone senza immaginazione, ho letto di recente, E infatti sto iniziando a organizzarmi.

Ad esempio, ho speso diverse ore a pulire e deframmentare il computer di casa, traendo grande soddisfazione dalla cancellazione di file obsoleti (il suono della funzione "Svuota Cestino"...oooooh). Ho anche catalogato le fotografie presenti nel computer dal 2010 a oggi. [Da qualche ora il computer continua ad andare in crash, dopo aver funzionato perfettamente per sei anni, ma vabbè].

Ho terminato la stesura - a cui lavoravo da anni - della mia opera prima, che mi sono resa conto essere un'autobiografia terapeutica sul senso dell'essere a Bruxelles, più che il romanzo generazionale avvincente in cui avevo sperato all'inizio. Adesso ho un bel file pdf. che condividerò con amici e parenti più stretti.

Purtroppo il prossimo passo potrebbe essere il riaprire le annose riflessioni senso della vita e dei rapporti sociali, che mi tormentano dal 1997.

E in effetti a che serve un lavoro a tempo pieno, se non a limitare la dispersione mentale in tali abissi con annessa crescita di barba in stile marxiano?