lunedì 25 aprile 2016

Festa della Liberazione

Che senso ha, oggi, dirsi antifascisti? Cos'e' il fascismo oggi, esiste ancora, c'e' un rischio di ritorno al fascismo?

Domande che mi faccio da anni, nel mio tentativo sempre assai fallimentare di scegliermi un'identita' politica, aldila' dell'eredita' sessantottina materna, delle mode adolescenziali e della generale istintiva convinzione che sinistra e' sempre comunque meglio.


Domande a cui non ho risposta, perche' non se ne parla, di questi argomenti. Sono noiosi e un po'antistorici e sollevano troppi dubbi tra noi che lottiamo per il contratto col lavoro che ci piace e dopo aver navigato mari e monti e ottenuto le prime manciate di migliaia di euro, non ci viene proprio comodo contestare un sistema le cui leggi abbiamo da poco piu' o meno faticosamente introiettato.

Sono argomenti un po' teorici, pedanti e quasi naif, nella bolla politically correct che si rifugia in quella tecnocrazia che ci da' da mangiare e anche le vacanze, la macchina e la casa. E cosa vuoi di piu' ciccio.

(Una bolla che si scontra coi movimenti intestinali della pancia degli euroscettici britannici e degli austriaci xenofobi. Ma che ancora non scoppia.)

Comunque. Non so rispondere a quelle domande. Forse le categorie sono cambiate e sono etichette un po' obsolete. Forse ora si ragiona in termini piu' pragmatici. 

Ma mi piacerebbe schierarmi con convinzione. Assecondando il sacrosanto desiderio di essere come tutti (cit.)

Non mi riesce quasi mai. E soprattutto sono incapace di vedere la politica in maniera impersonale, e non come riflesso di mie precise e personali esigenze emotive.

La marcia per la Festa della Liberazione, nel 2005 a Milano, per esempio, fu un momento in cui mi sentii parte di qualcosa, in cui riuscii a mettere da parte dubbi e paranoie e unirmi con festosa convinzione a quel fiume di gente in corso Venezia.

Perche' l'idea di liberazione parla al profondo di tutti noi. Ognuno ha qualcosa di cui vuole liberarsi, molti si sentono oppressi, da qualcosa che puo' stare fuori come dentro di loro. 

E quando vanno in manifestazione, forse, pensano piu' a quello che ai fatti importanti di tanti anni fa che e' difficile ri-contestualizzare.