domenica 27 marzo 2016

Letture

Immersa in una realta' tarocca fatta di palme, cocktail a bordo piscina e pingui madri inglesi ustionate dal sole canario, ripercorro le letture di questi giorni.

Ne cerco una mia.

C'e' chi reagisce di pancia, siamo in guerra, guarda sti bastardi, ora gli facciamo vedere noi, ripuliamo le strade. Facile e immediato. Poco politically correct. Superficiale.

C'e' chi ricalcola la traiettoria per andare al lavoro. Evito la metro, meglio i mezzi di superficie.

C'e' chi rimugina sulle probabilita' che aveva di trovarsi li. Chi ha transitato da maalbek dieci minuti prima, chi era in ferie. E si sente un miracolato.

C'e' chi fa esercizio di rimozione e insiste che e' tutto normale, che i locali sono pie ni (manco fosse berlusca quando negava la crisi). Puo' farlo perche' ha avuto la fortuna di non essere stato toccato e di non dover piangere nessuno. Sostiene di farlo perche' ogni minimo cambiamento dei propri passi quotidiani sarebbe un 'darla vinta' al terrore.

Ogni reazione e' legittima e personale. 

A livello pubblico, ci sono i politici come Salvini, che nel tentativo di strumentalizzare l'accaduto e' diventato lo zimbello del web. (Grazie a lui comunque e' stato possibile spezzare la tensione con grasse risate).

Altri strumentalizzano con maggiore successo. Le estreme destre cannot believe their good luck. Chi vuole freni ai migranti si butta a pesce su improbabili legami fra disperati dei barconi e foreign fighters belgo marocchini.

Mentre la maggior parte dei media si accanisce golosamente sul dramma del sangue in copertina, altri, come il guardian, ospitano opinioni che promuovono una linea di dolore sobria e composta. Non bisogna trasformare l'accaduto in un enorme successo di pubbliche relazioni per i signori che manovrano i disgraziati delle cantine - queli che poi si fanno esplodere. Dice il guardian.

C'e' chi analizza il fenomeno a livello sociale - sono degli emarginati poveri che non scopano, ci credo che poi finiscono cosi'. E sara' mica un caso che spesso si tratti di fratelli, vogliamo vedere che si tratta di dinamiche famigliari malate.

Quello che a mio avviso e' importante e va ricercato pero', e' il burattinaio. Chi muove  questi fantocci, questa facile carne da macello. Quali dinamiche, storiche ed economiche, fanno muovere il denaro che serve a finanziare certe operazioni. Si possono cercare di integrare gli emarginati di Molenbeek, si puo' deridere la goffa (ma lo e' davvero o bluffa?) intelligence belga, ma se non agiamo sulla radice del problema, c'e' ben poca speranza. 

Il sospetto e' che la radice del problema sia talmente scabrosa e scomoda per quei governi 'occidentali' che popolano le fiaccolate di questi giorni, che sia piu' facile continuare a mettere i riflettori sulla punta dell'iceberg. 

Sui volti di attentatori poco piu' che adolescenti, che da perdere non avevano niente.

Il capro espiatorio ci serve, ok. Ma davvero vogliamo credere che la responsabilita' sia tutta loro? Noi che abbiamo studiato la storia e le relazioni internazionali, noi che abbiamo una cultura un po' piu' ampia di un pensionato leghista?

Noi che il mondo e' la nostra casa e siamo mille volte piu' smaliziati delle genrazioni precedenti?

Non facciamoci prendere per il culo. Di nuovo. Noi no.