martedì 3 novembre 2015

Happy family

Ho capito che il periodo più allegro dell'anno per me è attorno al giorno dei Morti. E' così. Una rapida scansione statistica dei miei cicli umorali conferma che il massimo benessere psico-fisico viene da me raggiunto tra fine ottobre e inizio novembre. (Già noti ai lettori di questo blog i picchi di depressione in periodo natalizio ed in concomitanza delle ferie d'agosto).

Ho trascorso perciò un frizzante weekend in giro per cimiteri a distribuire lumini di Padre Pio insieme alla nonna, che istruiva sulla dimensione del lumino da assegnare a ciascuna tomba: piccolo-medio-grande a seconda dell'importanza del defunto.

La mia forma smagliante mi ha inoltre consentito di affrontare la temibile Castagnata del giorno dei Morti, a cui partecipano una serie di zii e cugini di vario grado. Ho così improvvisato con scioltezza una conferenza stampa che aggiornasse la schiera di parenti sul mio status lavorativo e affettivo. Sul quale la platea si è accanita, arrivando da ultimo a costringermi ad esibire prove fotografiche.

In cambio ho avuto il piacere di ripercorrere le circa duecentottantacinque fotografie delle mie cugine, che in questi cinque dieci anni che non ci siamo viste hanno figliato come se non ci fosse un domani. "Così viene voglia anche a te". (A parte che a questo punto sembra che la sopravvivenza della stirpe sia ben assicurata).

Nelle foto le cugine facevano la vendemmia con tutti i pargoli. E poi i miei zii fricchettoni mi hanno raccontato che il loro esperimento di edilizia sociale/cooperativa/corsi di espressione corporea nella sala comune delle case popolari alla periferia di Torino che hanno comprato negli anni Settanta ancora funziona. Hanno sempre la treccia e la barba lunga, rispettivamente, ma hanno sostituito il classico furgone Volskwagen con la sua versione moderna (si spera con emissioni a norma CEE). 

La zia novantenne, poi, si è fatta operare di cataratta in Namibia, sta benissimo. Il cugino A. vive ad Abuja e si lamenta perché il nuovo governo nigeriano ha tolto i posti di blocco e spostarsi è più pericoloso. Il cugino M. è in Florida e ha preso il brevetto da pilota e si è sposato poco più che venticinquenne con un'americana bionda. La zia N. è in casa di riposo a Johannesburg e la figlia che vive a Durban fa fatica a gestire la lontananza. 

Insomma, nella mia famiglia sono dei fighi. E fare l'artista in un ranch, il camionista in Florida, sposarsi due volte e poi tornare indietro e diventare vegani dormendo per terra e usando solo acqua fredda, sono cose che non fanno storcere la bocca a nessuno. 

Fin dai tempi del mio bisnonno, che abitava in Nigeria e tornava una volta all'anno con la nave.