giovedì 17 settembre 2015

Tornare indietro (un post musicale)

A casa mia hanno sempre proliferato i pianoforti. Dal nonno ce n'era uno, poi la nonna me ne ha inspiegabilmente comprato un altro. Il terzo pianoforte poi, è frutto di un episodio di quelli che ti segnano per la vita.

Eravamo in casa io e il nonno, una mattina come un'altra. D'estate passavo tanto tempo dai nonni che abitavano nella campagna piemontese, vicino alle risaie e alle colline e lontano dallo smog varesotto.


Il nonno strimpellava un po' al piano (il primo, mi pare), e a un certo punto si è bloccato.

Quasi quasi rivorrei indietro il pianoforte della zia, quello coi candelabri, disse quasi fra sè e sè.

Capii che il pianoforte in questione - che io non avevo mai visto né sentito nominare - era stato restituito/rivenduto al negozio tempo addietro.

Si, lo vorrei proprio riavere indietro, disse il nonno con maggiore convinzione, mentre dentro di me si liberava come uno sciame di farfalle colorate un nuovo concetto: il ripensamento.

Sotto al mio sguardo ammirato per tanta audacia, il nonno prese il telefono, chiamò il negozio, e in quattro e quattr'otto il pianoforte coi candelabri dall'inspiegabile quanto improvviso valore affettivo tornò in casa, di fronte all'altro nuovo.

Quel giorno avevo imparato che nella vita si può anche tornare indietro. Che ci vuole coraggio - mica sarà stato semplice per il nonno, dire al negozio guardate ci siamo sbagliati lo rivogliamo. Per via dell'orgoglio innanzitutto, mi immaginavo. Ma si può fare. Il pianoforte era tornato. Come suonava bene quella parola, tornare.

Tornare. Non c'è niente di più bello.

Anni più avanti Vasco confermava nel mio walkman corri e fottitene dell'orgoglio, ne ha rovinati più lui che il petrolio...Mentre da una compilation comprata un giorno di malumore diciassettenne a Londra gli Embrace (mai sentiti né prima né dopo) cantavano Come back to what you know...Per non parlare di Peppino Gagliardi in Come le viole (più nota dopo il remake di Giuliano Palma). E vogliamo mica dimenticare l'Ora dell'amore dei Camaleonti?

Il masso dei Flintstones
E allora ascoltiamo Vasco, ascoltiamo il nonno, ascoltiamo gli Embrace. Torniamo indietro, sempre e comunque. Che non si sa mai, se abbiamo dimenticato qualcosa, se siamo andati proprio a fondo. Tornare come filosofia di vita. Tornare con qualcuno, tornare sui propri passi, tornare in Italia. Tornare è bello. Tornare è giusto. Tornare è sicuro.

Tranne quando sei tornato talmente tante volte che hai smarrito la meta originaria e non sai se stai andando o tornando. O quando trovi la strada sbarrata da un masso messo lì dai Flintstones e allora dici cazzo, ora devo per forza andare avanti.