sabato 11 luglio 2015

La compagna del sabato

Ci sono sabati che mi sveglio da sola, stiracchiandomi nel letto e godendomi l'assenza della sveglia. Ci sono sabati che mi sveglio con qualcuno. Ci sono sabati (tutti, quest'anno), che la sveglia la tollero eroicamente, bevo un caffè e attraverso la città col mio violino sulle spalle per andare alle prove. Ci sono sabati che sono via per il weekend, e vado a Ypres, nello Champagne, o in Sicilia.

Ma lei è sempre lì.

A volte è silenziosa, non dà fastidio, se ne sta in sordina, accovacciata come una gatta che sonnecchia in un angolo. Magari per tutta la giornata. A volte invece inizia a rompere le palle già il venerdì sera, tardi. Si lamenta. Si alimenta di fiction della Rai, telegiornali e Repubblica. Tocca dedicarle un post, qualche pagina di diario, qualche parola di analisi con gli amici.

Sì nostalgia rimpiangente italica, lo so che sei lì. Fai la brava, perché tutto quello che rimpiangi non esiste più o non è mai esistito.