lunedì 4 maggio 2015

Rabbia

Fonte: ANSA
Mi è molto spiaciuto vedere le immagini, nei giorni scorsi, di Milano messa a ferro e fuoco. Anche se l'Expo mi pare una gigantesca vetrina commerciale di scarso spessore. Anche se tutte le infiltrazioni mafiose negli appalti. Anche se il lavoro precario e i "volontari".

Un po' mi ha fatto pena, Milano, che comunque ci tentava, al termine di una lunga sequela di polemiche, di dare un'immagine dignitosa.


Ma per una volta, l'Italia non ce l'ha fatta a fare bella figura all'ultimo momento, come è invece solita fare. Un ritocchino, una passata di trucco, una borsa costosa ed eccola lì, a farla franca di nuovo, a cavarsela con un bel sette all'interrogazione.

Questa volta no.

Questa volta il disagio è troppo grande per essere assorbito dalla cipria. Troppo grande perché anche gli scontenti, alla fine, dicano, però che bello va, diamoci una calmata.

Il disagio è esploso e ha distrutto banche e negozi di lusso e macdonalds, ha incendiato le auto.

I mezzi sono discutibili, certo. La violenza. C'è stato anche chi ci ha provato con la dialettica, ottenendo qualche trafiletto. C'è stata una copertura stampa disonesta, che con un'intervista ad uno solo di migliaia di manifestanti ha voluto vendere l'immagine del giovane "pirla", facendo di tutta un erba un fascio. Un'opinione un po' più articolata l'ha data invece, per fortuna, questa ragazza.

Io credo che ci sia tanta rabbia e che questa rabbia vada ascoltata. Credo che il mondo debba smetterla di andare avanti come un treno convintissimo che un sistema che continua a fallire sia quello migliore.

Io, che come tanti altri mi trovo con un piede da una parte e l'altro dall'altra. Che con una mano spaccherei di gusto la vetrina di luigi vittuone, e con l'altra voglio pure io una fetta dei profitti di luigi vittuone, perché ho studiato tanto.