sabato 13 dicembre 2014

Happy Holiday (il Natale nel mondo globale)

Quest'anno mi sono vista recapitare, come di consueto, la cartolina di auguri aziendale, da inoltrare a chi vuoi tu. La cartolina - rigorosamente online - recita un laconico "Happy Holiday".

E mi sono resa conto che ormai dire Buon Natale è una roba da provincialoni. Una roba da uno con gli orizzonti ristretti come la provincia di Varese. Una roba da pensionato leghista, per intenderci, con tutta l'aggravante dell'essere politically scorrect.

La persona globale connessa-iPhone-cosmopolita infatti sa che il Natale è tale solo per una parte del mondo, quella cristiana. E che di Gesù Bambino non frega una cippa ai restanti adepti delle restanti religioni, monoteiste o politeiste che siano.

E nei contesti multiculturali dove ormai lavora chiunque non sia uno sfigato perdente del nuovo millennio, può capitare che diversi colleghi non facciano capo a Papa Francesco come guida spirituale.

Diventa dunque appropriato il generico "Buone vacanze", "Buone Feste" o un più raffinato "Happy Festive Season". Con un Buon Anno non si sbaglia quasi mai, però è anche vero che esiste un capodano cinese.

Fateci caso. E adeguatevi, a meno che davvero non passiate il Natale in provincia di Varese.