giovedì 20 febbraio 2014

Facebook non mi manchi

St. Catherine, febbraio 2014
La dipartita da Facebook si sta rivelando la separazione più riuscita e meno dolorosa di tutta la mia storia recente (che è puntellata di separazioni come un Pan di Stelle).

Da questo post, che risale a ben un mese fa, mi sono attenuta scrupolosamente alla dieta decisa. Ovvero, FB si guarda solo per i messaggi, gli eventi e le notifiche urgenti. Niente più lurking, niente più improbabili confronti, e quando mi viene in mente un commento brillante me lo conservo per quando sono attorno a un tavolo con gli amici in carne ed ossa.

E' tutto molto più vero.

La mia vita è più semplice, tornata alle origini in cui l'unico confronto era quello con quella manciata di persone che contano davvero nella tua vita quotidiana.

E' un passo rivoluzionario almeno quanto quello di non portarmi più a letto il computer, che un anno fa o giù di lì riportò la qualità del mio sonno a livelli più che accettabili.

E va nella stessa direzione: disintossicarsi dal mondo virtuale, dagli schermi luminosi, dalla tecnologia invadente e onnipresente.

Respirare, riprendere la vita dalle basi.

Questa separazione da Facebook è così semplice e naturale e non forzata che mi dico, era la cosa giusta. E mi dico anche, è questa la prova del nove che una separazione funziona. E mi dico anche, magari tutte le separazioni fossero così lisce e indolori e indiscutibili.