domenica 16 febbraio 2014

Dance Moms (un post sull'educazione delle fanciulle)

E' davvero necessario?
La TV che posseggo da appena un mese mi regala grandi soddisfazioni. Come capitare, un sabato pomeriggio, su un programma che si chiama Dance Moms.

Mia mamma lo definirebbe efficacemente "un'americanata". Ma siccome, purtroppo, l'America è più vicina di quanto pensiamo, la riflessione ha una sua validità culturale anche nella Vecchia Europa.

Il format è ovviamente quello del reality. Delle bambine che ad occhio e croce non superano l'età della quarta elementare frequentano un'esclusiva - pare - scuola di danza. La scuola è diretta dalla cicciona quanto carismatica Abby, che applica metodi educativi mirati a trasmettere alle fanciulle un solo imperativo: eccellere. Voglio mettere le ragazze sotto pressione, confessa la perfia Abby alle telecamere, negli occhi le scintille di entusiasmo statunitense per la iper-produttività-insensatamente-competitiva. Per capire se annegano o stanno a galla.

Così tra un dentino che cade e qualche lacrimuccia - repressa con durezza dall'inflessibile Abby - le (quasi tutte) bionde (più una di colore per il politically correct)  bambine si muovono sinuose al ritmo di "I'm a sexy girl". Ma dove sono le loro madri, viene da chiedersi. E qui il bello del reality, che vede come partecipanti attive un gruppo di quarantenni dalle mèches fantasiose e gonfiate dal botox, che passano il tempo a pugnalarsi perfidamente  e vicendevolmente nella schiena dietro le quinte.

Per quanto obbrobrioso, Dance Moms apre dibattiti educativi e filosofici importanti.

Dibattito numero uno: è giusto far ballare a delle bambine con l'apparecchio ai denti "I'm a sexy girl"? E incoraggiarle a una serie di mossettine ammiccanti di cui non hannno alcuna idea del significato? A occhio e croce, secondo me no. E non mi pare neanche una questione su cui soffermarsi tanto a dibattere.

Più interrogativi li apre il dibattito numero due: la durezza spietata di Abby farà bene alle bambine? E' meglio la mamma tenera, che quando la figlia piange manda Abby a stendere e la porta a casa, o la mamma dura, che manda la figlia al saggio senza accompagnarla e le dice semplicemente di fare del suo meglio?

Riuscirà la bambina numero uno ad essere una lavoratrice produttiva, a spingersi sempre un pezzettino più in là, a porsi sfide continue, come esige questo grande mondo moderno? O diventerà un'artista squattrinata, o una parrucchiera indebitata che - orrore - è contenta così? E la bambina numero due, si ritroverà da grande a sgobbare per ingrassare i bilanci i qualche consultancy nella pia illusione che la carriera e la carriera solamente nobiliti la donna (e l'uomo)?

Insomma, la domanda è quale tipo di educazione ci prepari meglio alla vita.

L'indulgenza (semplifico: molto italiana) che ti insegna ad ascoltarti, ad assecondarti, a lodarti per le piccole vittorie e ad assolverti per il fatto di essere umano?

O la ferrea disciplina (semplifico: anglossassone) per cui "le lacrime te le tieni per quando sei a casa tua e fuori ti devi sempre spingere spingere spingere ad eccellere?" Per cui il paletto va semore spostato un po' più in là?

Ma l'eccellenza, poi, è così importante? Ed è importante per far sentire bene un individuo nella realizzazione delle sue piene potenzialità, o è importante per il sistema produttivo che ti attende al varco terminati gli studi?

Ecco, credo che molti professionisti 24/7 con il burn-out alle porte riflettano troppo poco su questa semplice domanda.

4 commenti:

  1. http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_18/si-lancia-palazzo-jp-morgan-hong-kong-quarto-banker-suicida-poche-settimane-293d0f80-98d7-11e3-8bdc-e469d814c716.shtml

    importante per il sistema produttivo che ti attende al varco terminati gli studi! studia, laureati con il massimo, impara le lingue, specializzati - gli entry requirements sono sempre piu alti - per poi finire a fare lavori ( per lo piu noiosi) per multinazionali - con uno stipendio di poco superiore al costo della vita locale - possibilmente in graziosi paesi del nord europa con clima sublime - aumentare sempre più la produttività a costo uguale o ridotto. Dodicimila anni di evoluzione della specie homo sapiens non possono essere eliminati in un 30ennio di capitalismo selvaggio ( peraltro avallato dalle tue istituzioni europee) abbiamo bisogno di amici, una famiglia, un gruppo, bambini , un ambiente sano, un partner che non sparisce da un giorno all'altro per ragioni professionali, orari lavorativi normali per vivere bene ps è sempre un piacere leggerti il negativo con la sua solita botta di ottimismo ah ah un abbraccio

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    1. caro negativo, i tuoi proclami possono suonare sacrosanti ma a mio avviso bisognerebbe cercare un approccio piu' maturo. Ovvero: data la situazione, quali modelli piu' sani e sostenibili? Come sottrarsi almeno un po' dal consumismo sfrenato, per esempio? Nessuno ci obbliga a cercare il lavoro nella multinazionale, e se per sbaglio ci capitiamo e non ci piace possiamo sempre cambiare strada. Insomma, non ci si puo' lasciare andare a questi istinti distruttivi che andavano bene a sedici anni con anfibio e kefiah. Anche se a volte la tentazione e' forte perche' le condizioni sono impervie...

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    2. condivido pienamente il tuo suggerimento a non lasciarsi andare ad istinti distruttivi ( cosa che purtroppo l'impiegato della J-P Morgan non ha fatto) Quali modelli piu' sani e sostenibili? Come sottrarsi almeno un po' dal consumismo sfrenato, per esempio? beh le risposte non sono mica semplici cosi come non lo è il cambiare strada ( è vero che nessuno ci obbliga a lavorare per le multinazionali ma tra questo ed il nulla o il precariato abbiamo forse scelta ?) io penso che l'essere consapevoli di un sistema economico già aiuti ( nel senso di sapere che non saranno il tuo status sociale, o la tua carriera , o i tuoi soldi , o il tuo appartamento a renderti felice se hai qualche suggerimento maggiormente pratico è piu che il benvenuto ( che non implichi tuttavia l'emarginazione dalla società) sempre un piacere parlare con te soprattutto quando hai delle idee differenti dalle mie ( che tendo ad essere eccessivamente assertive a volta) bacione

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    3. credo che ognuno cerchi la sua soluzione. E' una ricerca continua, che forse non finisce mai. un continuo aggiustamento di equilibri. magari quano si ha una buona idea la si può condividere, vedi il mio distaco da Facebook, ad esempio. Lamentarsi un po' fa bene a sfogarsi, ma lamentarsi troppo è una perdita di tempo, mi sono resa conto.

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