giovedì 23 gennaio 2014

Urgent Ukraine

Serhiy Nihoyan
La mailing list del Collegio d'Europa è, a detta di molti, l'eredità più preziosa che questo anno di travaglio esistenziale e accademico porta con sè.

Sulla mailing del Collegio si trovano stanze-seicento-euro-tutto-compreso a Ixelles, stage all'OCSE, il Klippan Ikea a metà prezzo. Con una frequenza sorprendentemente bassa per un agglomerato di persone che vantano studi in scienze politiche, qualcuno avvia, appunto una discussione politica. Che finisce regolarmente a schifìo, tra il lost in translation e il mezzo di comunicazione che non aiuta. E poi tutti tornano a fare job application.

In questi giorni, tra una lampada usata e l'ennesima job offer per consultant project management, ci sono anche alcune mail dall'oggetto pieno di punti esclamativi, che riguardano l'Ucraina (argomento già trattato qui).

Urgent Ukraine!!!!!!!! dice una delle ultime, che incoraggia "coloro che sono vicini ai decision makers" delle istituzioni internazionali di fare qualcosa, prendere posizione, sensibilizzare su quanto sta accadendo nel Paese. Il governo sta sparando sui manifestanti, dice la mail. Mentre un'altra riporta gli estremi per donazioni ai feriti, un'altra ancora incolla i link delle principali notizie, video YouTube di questi giorni, in cui si contano almeno tre morti, almeno un torturato, moltissimi feriti, fra cui 35 giornalisti, e diversi scomparsi.

Infine, c'è una mail che riporta quella che è stata probabilmente la prima e ultima intervista ad un manifestante, il ragazzo nella foto, Serhiy Nihoyan. Che ha dichiarato: "Ho visto in TV cosa succedeva a Maidan. Non riuscivo a dormire la notte, seguivo le notizie. Poi ho deciso di andare. Questo riguarda anche il mio futuro". Non lo poteva sapere, Serhiy, che il suo futuro finiva qualche ora dopo. A 20 anni.

Quello che sto cercando di fare è capire dove sta il nesso fra quel centinaio di giovani menti brillanti e poliglotte, equipaggiate di ottime conoscenze storico-politiche-istituzionali, e i coetanei - qualcuno ugualmente istruito, qualcuno no - che muoiono in piazza a pochi chilometri dai confini di questo club che si chiama Unione europea. Perché di risposte a queste mail, sulla mailing list, io non ne ho vista nessuna.

[Il commento migliore che ho trovato alla situazione, per il momento, è questo del Guardian.]

Update 29.01. Ok, sono stata un po' pessimisticamente frettolosa. Un po' di dibattito c'è stato. E' partita anche una raccolta fondi per le medicine, alla fine. E anche quelli che io conosco - tipo che ci parlo ogni giorno - stanno partecipando. Il mondo non è così marcio come mi piacerebbe.