mercoledì 29 gennaio 2014

Una pizza dal benzinaio

Ci sono giornate insignificanti. Cerco di mantenerle al minimo, ma ogni tanto capitano. Non è che tutte le ciambelle di quest'opera d'arte che è la mia vita riescano col buco. Oggi è stata una di quelle. Con il cielo di ghisa di gennaio, un freddolino incerto, nessuna parola più del necessario, nessun evento di rilievo.

Solo ad un certo punto, nel mezzo dell'insignificante pomeriggio, il mio cervello è stato attraversato da un flash di felicità intensa. Generata da uno di quei ricordi che non sai perché e come riaffiorano. Capita così, che mi investano certe immagini con tutte le annesse sensazioni.

E così tra un articolo e l'altro mi ha investita la felicità pura di una pizza al prosciutto cotto mangiata al benzinaio di Romagnano Sesia, vicino a casa della nonna. Del perché io, la nonna, la zia, la mamma e mia sorella (notare: un raggruppamento tutto femminile) fossimo finite a cenare in tale luogo inconsueto, una sera d'estate, non ne ho la più pallida idea. Ma mi ricordo esattamente la consistenza e il gusto di quel prosciutto, di quella pizza, la gioia di quella cena insolita. Non so quanti anni avevo. Abbastanza per ricordarmelo nitidamente, non abbastanza perché qualche riflessione inopportuna sporcasse quella gioia.