lunedì 6 gennaio 2014

Cos'ho fatto a Natale

Braga (Portogallo), dicembre 2013
Dopo tanta attesa, il momento e' arrivato. L'aereo e' atterrato all'aeroporto di Bruxelles-national (non a barbun-Charleroi), ho preso il treno, poi un taxi, e dopo la consueta pasta non-ho-nulla-nel-frigo (scatolette di tonno e piselli) eccomi qui, nella mia casetta.

Nelle ultime quarantott'ore non ho fatto che pregustarmi questo momento. Le Feste sono finite e posso sepellire un'altra permanenza italica di scarsissimo successo, seppure intervallata da un piu' piacevole Capodanno portoghese, durante il quale ho dato un significato nuovo alla parola "pioggia".

Stendendo un velo pietoso sulle disfunzioni psicosociali che hanno caratterizzato questo acquoso periodo, e che sono magistralmente dipinte dal geniale inserto di dicembre di Starmale, ho pensato invece di mettere in risalto la vera cosa positiva: ho letto tantissimo. Dapprima immobilizzata da una malattia che possiamo poetizzare con la Nausea di Sartre, ho rispolverato gli scaffali della libreria di casa. Poi, appena ho potuto ho guidato disperata verso la Feltrinelli piu' vicina e mi ci sono tuffata per un intero pomeriggio. Ecco un elenco di cio' che mi ha allietata in queste buie giornate.

Zerocalcare - Ogni maledetto lunedi'. Fumetto che tanto ci piace, ricevuto in dono. Ridere, ridere, ridere ancora. Divorato durante l'interminabile volo Bruxelles-Milano con comodo scalo a Zurigo (volare con stile anche se ci si mettono cinque ore invece che una).

La lanterna blu - Viktor Pelevin - racconti di visionario narratore russo contemporaneo, comprati in un distante passato universitario sotto consiglio di un genialoide ed innamorato compagno di banco. Per gustarli appieno occorreva essere depressi al punto giusto, come lo era il mio compagno di banco. E il giorno di santo Stefano ho finalmente raggiunto il giusto equilibrio chimico per apprezzae un paio di questi psichedelici racconti.

La casa dove ho passato il Capodanno era un vero e proprio
tempio dedicato ai libri
Proibito parlare - Anna Politkovskaya - Per rimanere nel mood russo/depresso, niente di meglio di qualche reportage sui massacri in Cecenia. Anna, io ti stimo come donna e come giornalista. Tra l'altro hai pure dato il nome alla mia promotion del Collegio d'Europa. Pero' dopo i tuoi reportage la mia fiducia nell'essere umano cade cosi' in basso che non mi bastano dieci episodi di un medico in famiglia a tirarmi su.

Canale Mussolini - Antonio Pennacchi  - se ne era parlato ad uno di questi summit che riuniscono le piu' fini menti letterarie di italo-bruxellesi. Interessante, ma abbandonato dopo poche pagine causa riferimenti a mio avviso appositamente inseriti dall'autore per riportare perfidamente a galla un mio doloroso passato sentimentale.

Notizie da un'isoletta - Bill Bryson - scrittura leggera, diario di viaggio del giornalista in Inghilterra. Per tirare un po' di respiro dopo le mattonate russe.

Storia di chi fugge e di chi resta - Elena Ferrante - quasi quattrocento pagine divorate in pochi giorni. L'ultimo della trilogia che inizia con l'Amica geniale. Un'amicizia femminile nella Napoli degli anni Cinquanta/Settanta, descritta in modo da farti rimanere ancorato alle pagine fino a che non finisce, e desiderarne subito un altro.

Gli sdraiati - Michele Serra - l'ho regalato ma poi l'ho letto subito io, approfittando della distrazione del legittimo proprietario impegnato in tornei di briscola tedesca. Michele Serra scrive al figlio adolescente-scazzato, si chiede se e quando le generazioni hanno smesso di parlarsi, come sia possibile instaurare un canale di comunicazione. Prometteva di piu', il tema e' interessante. Non ho fatto in tempo a finirlo prima che il proprietario se lo re-infilasse in valigia. Ma non ho nemmeno insistito per tenermelo ancora un po'.

Una certa idea di mondo - Alessandro Baricco - l'ideale per fomentare l'arroganza intellettuale che ho rispolverato in questi giorni. Baricco recensisce una ventina dei suoi libri preferiti e spiega come un libro - o meglio, un insieme di libri - abbia il potenziale di plasmare la nostra idea del mondo, suggerendoci risposte alle nostre eterne domande e balsamo per lenire i nostri conflitti. Proprio il viaggio meta-letterario che ci voleva, per dare un senso a tutte queste sofferte letture.

E' stato un attimo - Sandrone Dazieri - con questo noir ho un rapporto un po' strano. Nel senso che ogni volta che torno alla casa paterna, non posso addormentarmi senza averne riletta qualche pagina. Non mi annoia mai. Lo apro a casaccio, al rientro da una serata in stile tardo-adolescenziale, leggo due pagine e mi addormento fra le lenzuola felpate e la boule dell'acqua calda (si scrive cosi'?). Quel libro non si deve muovere dal mio comodino varesotto. Non so che poteri magici abbia, ma mi fa sentire tanto tanto a casa.

Il trolley che mi sono trascinata appresso oggi era pieno di altrettanti libri, anche se da domani si ricomincia a leggere per mestiere, e di argomenti non sempre altrettanto elevati. Ecco le letture che spero di fare nel futuro prossimo (spoiler al mio prossimo intervento al summit degli intelligenti).

Oriana - Una donna - Cristina De Stefano - Oriana Fallaci e' il mio mito molto prima e molto piu' forte di Anna. Le perdono anche La rabbia e l'orgoglio e i toni della vecchiaia. Questo e' il primo libro che leggo su di lei non scritto da lei. Biografia un po' controversa, mi pare, che svela anche il lato tenero di questa dura che ha sfondato le porte del giornalismo femminile.

Hanno tutti ragione - Paolo Sorrentino - Baricco dice che gli sceneggiatori non scrivono buoni libri. Questo l'ho iniziato in viaggio oggi e infatti non mi ha preso molto. Ma dopo essere stata abbagliata da La grande Bellezza volevo vedere cos'altro era capace di fare Sorrentino.

Senza perdere la tenerezza (biografia di Che Guevara) - Paco Ignacio Taibo II - ero arrivata a meta', mi pare dopo aver finito l'universita'. Vorrei emozionarmi ancora nel seguire chi crede in una rivoluzione, mentre aspetto i risultati di piazza Maidan dalla mia poltrona.
Neve sull'arco alpino. Sono riuscita solo a vederla dalla pista
di decollo di Malpensa in una rara, parziale scharita (oggi)



La peggio gioventu' - una vita nella lotta armata - Valerio Morucci - diario di un ex brigatista (era uno di quelli del sequestro Moro, per intenderci). Si', quando sono incazzata ho bisogno di leggere queste cose.

Patria - Enrico Deaglio - gia' letto ma voglio tenerlo sul comodino, questo resoconto agile e sintetico degli ultimi quarant'anni di storia italiana (anche perche' se tutto va bene mi dovrebbe servire per un esamuccio a breve).


Ah comunque Buon 2014...e leggete tanto, mi raccomando.