lunedì 2 dicembre 2013

Vintage o santa Caterina?

Il mercatino vintage di Les Halles: una valida alternativa
allo squallido mainstream di St. Catherine?
Bruxelles-centro ieri offriva due possibilità di consumo diverse, a pochi metri di distanza, separate solo dal Marriott Hotel. 

Il Vintage di Les Halles e lo scempio natalizio-mainstream di Santa Caterina, fatto di casette di legno che vendono paccottiglia di pile, la pista di ghiaccio squagliata e gli orsi polari accaldati in un inverno che, in quanto a temperatura, non decolla.

Inutile dire che chi voleva darsi un tono si dirigeva a Les Halles, verso un modello di consumo più giusto, più vero e genuino, dove sedicenti artigiane  con i guanti mezzo dito ti convincevano che è giusto pagare una vecchia forchetta arrotolata ad anello venti euro. 

Il luogo del peccato. Il peccato del conformismo.
Cos'è per te il vintage? chiederanno le maestre moderne ai loro scolaretti. Di seguito qualche pensierino.

Nel mio paese del varesotto la panetteria sotto casa è stata sostituita da un nuovo negozio. Un negozio vintage, chiaramente. La moda sostituisce il pane, e non si dica che siamo provinciali.

Vintage è nostalgia degli anni Settanta ma anche degli Ottanta. Vintage è un bollitore arancione panciuto che la nonna dice le è stato portato tanti anni fa dal Sudafrica. Penso che si possa iniziare a classificare come vintage anche Kurt Cobain.

Vintage è quella puzza inconfondibile di roba vecchia che ti assale nei negozi di seconda mano. 

Sentirsi parte di un giusto movimento di controcultura...
fino a quando non cercano di venderti una vecchia forchetta
arrotolata ad anello per venti euro
Vintage sono quelle tipe terrificanti vestite come se le avessero riesumate dalla naftalina di un armadio di qualche lontano parente.

Vintage è il mercatino deprimente di Jeu de Balle, con le tazzine sporche e sbeccate, le pellicce con i pidocchi e le tazze del cesso sradicate. Tutto sotto ad un cielo lattiginoso. Però il brunch è pittoresco e io ci vado con convinzione.

A me di vintage affascinano gli anni di piombo tipo in questo blog. E le giacche a vento azzurre e rosse, che un tempo facevano tanto Leoncavallo, o bancarelle abusive del mercatino di Senigallia.

Insomma la mia opinione sul vintage è multisfaccettata e cangiante, che mica ti devi incatenare ad un'idea oggigiorno, cambiare è la vera forza.

Comunque a santa Caterina c'è una signora polacca che fa un buon vin brulé con l'amaretto.