giovedì 5 dicembre 2013

Small talk (sindrome da networking compulsivo)

Un'insolita veduta notturna dell'Atomium
Una buona fetta del mio lavoro consiste nel fare networking, ovvero intavolare conversazioni futili (in inglese "small talk") nella speranza che a un certo punto ne esca qualcosa di utile. Come la perla nell'ostrica.

La proporzione fra le cazzate e le informazioni vagamente utili è più o meno di cento a uno. Con l'atmosfera prenatalizia, poi, le occasioni di socialità funzionale si sono moltiplicate. Ecco un campionario di frasi sentite nell'arco di una mia giornata tipo.

Si sta abbassando la pressione atmosferica. C'è un gran vento e in tutto il nord europa stanno cancellando voli 

i titoli telecom hanno guadagnato il trenta per cento nell'ultimo anno

in Perù si usa molto il panettone a Natale

a volte i posti influenzano la tua psicologia ed è difficile mantenersi motivati in un contesto come ad esempio l'Italia

Londra è così stancante, Bruxelles è più a misura d'uomo. (questo devo ammettere è un mio cavallo di battaglia)

Stiamo messi bene l'anno prossimo, con la presidenza greca e poi quella italiana. (questo lo sta diventando)

Dicono che il pacchetto single market slitterà a fine 2014. Ma sarà annacquato. 

Odio questi auricolari per l'interpretazione, continuano a staccarsi. Vorrei dare loro un calcio ogni volta.

Che operatore telefonico usava in Polonia? ... Ecco ciò conferma la mia tesi che l'operatore non conta.

Dal valico di Rafah è meglio non passare.

Mi occupo dell'ecosistema della comunicazione.

Gli italiani non sembrano avere le idee chiare sulla presidenza.

Dopo una ventina d'anni nello spazio i satelliti vengono lanciati fuori orbita (questa potrei non averla capita benissimo)

I cinesi per farsi approvare una transazione fanno una telefonata al ministro. In Europa è diverso.

Vorrei stare tutta la notte a parlare di quote di mercato.

Brindiamo ai tramezzini. (qui)