mercoledì 4 dicembre 2013

Due tartine davanti a Falcone e Borsellino

Ore 19, Parlamento europeo. Inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Falcone e Borsellino, pagina nera eppure ipocrita della storia del nostro Paese. Tartine, prosecco, discorsi di circostanza e facce solenni con l'occhio ai tramezzini. Mi è sembrato incredibilmente blasfemo. 

Brindare davanti alla memoria di quei due giudici uccisi da omertà e ipocrisia. Guardarsi intorno a cercare contatti utili, per un lavoro di oggi o di domani. Parlare del più e del meno con l'asfalto di Capaci dilaniato dal tritolo sullo sfondo.

Le immagini erano pure molto belle. Ma messe lì, nell'anestetico atrio del parlamento, a testimoniare che "la mafia è un problema europeo", a che serve? 

Gli italiani sono bravi a commemorare, mi si dice. E concordo. Siamo bravi a fare le facce giuste e mettere i vestiti giusti e a piangere sul latte versato. E a dimenticare, a non pensare. Non collegare, non ragionare. Infatti adesso che a Borsellino è stata addirittura dedicata una sala del parlamento - ci dicono dalla regia - basta, siamo a posto così. Sala dedicata, mostra riuscita, a posto.

 Per rispetto mi sono astenuta dal networking e mi sono dileguata. Magari ci torno un'altra volta, quando non c'è nessuno. O magari me le cerco da un'altra parte, le foto. E vado a ripassarmi un po' di storia recente che non fa mai male.