giovedì 10 gennaio 2013

Finalmente

Finalmente. Qualcuno si è accorto di me, del mio talento. Dopo due anni che mi sbatto in lungo e in largo, ciabattando tra il Berlaymont e Place du Luxembourg. Dopo due anni che mi bevo grandi scodellate di cacca    e al primo segno di alzare la testa mi viene mostrata la porta.

Finalmente, un complimento che non sia il solito falsissimo "great" d'ordinanza.

Ho trovato la mia strada.

Stasera, vinta dalla noia e non sapendo che cavolo fare per soddisfare l'originalissimo buon proposito 2013 di farmi del bene ogni giorno, mi sono infilata nel corso di yoga in palestra.

Dopo qualche posizione la mia superiorità rispetto alle altre tre disgraziate che si dimenavano sui tappetini non era più in discussione. E guarda che brava, e guardate ragazze, ma è la prima volta? Sì è la prima volta, ammettevo con finta modestia. Sì, anni di ginnastica artistica, in effetti, dicevo, iniziando a sentire quel delizioso imbarazzo del primo giorno alle elementari quando esibii alla lavagna che sapevo già scrivere.

Tra un complimento e l'altro la mia prima ora di yoga si è rivelata davvero una manna per l'autostima. Una doccia fresca sul sudore fantozziano della mia quotidianità. Una boccata d'aria profumata nel tunnel della metropolitana di Gare Centrale.

Lo sapevo che avrei dovuto puntare su una carriera sportiva.