giovedì 27 dicembre 2012

No fight at Christmas

Il pericolo non e' ancora scampato. Si puo' dire che siamo a meta' del guado.

Comunque, gia' si registra il successo di un Natale litigio-free. Proprio cosi'. Forse per un effetto terapeutico del post precedente, tra vigilia e giorno di Natale sono stata un vero agnellino. Niente urla, niente provocazioni, niente acidita' gratuita. Solo sorrisi benevoli, battute garbate e tante risate in compagnia delle persone piu' care.

A guardare bene una serie di fattori, casuali e non, hanno contribuito al successo dell'iniziativa.

1) Mi sono messa a dieta. Lo sforzo ascetico di cibarmi di activia e frutta cotta ha canalizzato le mie energie, rendendo la fetta di arrosto che mi sono concessa a Natale ancora piu' speciale.

2) Ho lavorato. Tecnica gia' sperimentata in passato, lavorare nei giorni di Natale contribuisce a smorzare l'inquietante senso di a-normalita' che causano le feste. Inoltre crea la piacevole illusione di essere talmente indispensabili da non potere - sigh - nemmeno permettersi un'interruzione per il Santo Natale.

3) Sono andata al pronto soccorso. Nulla mi acquieta piu' dell'andare dal medico per futili motivi. In questo caso, una presunta otite misteriosamente scomparsa nell'istante in cui la guardia medica, per levarmisi di torno, ha compilato sospirando la ricetta di un antibiotico (mai preso).

E poi beh...tante cose belle davvero. La cena con le mie amicissime: "porto il vino? beh se lo vuoi bere..."; piatti di carta? dai, sforziamoci e' Natale", e a mezzanotte " o qui non prende o a me non ha fatto gli auguri nessuno. Nemmeno a me". I libri regalati. Riscoprire Mani Pulite di Travaglio e rendersi conto che passeggiare a Milano e' come pattinare sulle tangenti.

Forse c'e' pure il Capodanno organizzato. Ma non voglio sbilanciarmi.