venerdì 12 ottobre 2012

Senza parole

La citta' mi ha lasciata davvero senza parole. In senso letterale, visto che da stamattina ho totalmente perso la voce causa laringite fulminante. Dovuta, mi ha saggiamente spiegato il medico indiano, all'atteggiamento svagato con cui negli ultimi tempi ho affrontato i bisogni fondamentali dell'essere umano, ovvero mangiare e dormire. E affidando alla Philip Morris il gravoso compito di sedare certi conflitti affettivi a cui il tabacco fa sostanzialmente una pippa.
 
Comunque. L'episodio mi ha consentito di gettare un occhio sulla vita infrasettimanale diurna del mio quartiere, fatta essenzialmente di genitori che accompagnano bambini biondi in divisa alle loro brave scuole, pronti a diventare i bravi soldatini di domani.
 
E poi ho conosciuto la donna delle pulizie kosovara, che mi e' parsa la persona piu' vera con cui ho parlato in una settimana.

Tra l'altro oggi c'era il sole e un cielo sereno che si staglia ancora adesso dietro alle case vittoriane (so I learnt) del mio quartiere fichetto.

In uno sforzo di integrazione, mi nutriro' di baked beans e porridge.

Ho preso gusto per la metropolitana notturna. E per la passeggiata di mezzanotte verso casa che giuro, non sono mai stata cosi' tranquilla neanche nel varesotto.
 
L'ordine e la pulizia di questo quartiere mi commuovono, mentre penso con affetto ai sacchi della spazzatura e l'olezzo di piscio del centre-ville di Bruxelles.