giovedì 30 agosto 2012

Paradiso radical-chic


Costa Concordia, Isola del Giglio
Quest'estate ho volato basso, e mentre tutti postavano fotografie avventurose di viaggi nei Balcani - a quanto pare la meta preferita del 2012 - o Vietnam-Cambogia - un altro must di stagione, a sentire i più trendy - io mi sono rifugiata nella casa di famiglia al mare.

Il posto in cui ho passato tutte le mie estati dalla nascita ad oggi è conosciuto da molti come paradiso del radical-chic. Capalbio, nella maremma toscana a portata di weekend da Roma, attrae da decenni un turismo prevalentemente romano dapprima più elitario (si parla di Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Rutelli &Palombelli) e ultimamente tendente al burino (forse per colpa di Costanzo&De Filippi). 

La poesia un po' amara di tornare anno dopo anno nello stesso posto si accompagnava quest'anno ad un acuito spirito di osservazione. Così, non ho potuto fare a meno di notare lo stridente contrasto fra le sciure biondissime-abbronzatissime che ciabattavano con Repubblica sottobraccio descrivendo il casale appena comprato, e la miriade di braccianti rumeni che, beati loro, si sono trasferiti in massa nell'incantevole paesino e vi si sono integrati a quanto pare splendidamente.

Altro elemento di interesse sono state le violente scritte - a Capalbio Scalo - contro la costruzione di un nuovo impianto a biogas. Premesso che non ho analizzato a fondo la vicenda, secondo alcune fonti lo stuolo di sinistroidi locali e adolescenti con bomboletta è stato aizzato da un noto paladino della sinistra bene, che guarda caso ha una villa proprio a ridosso del potenziale impianto. 

Non è potuta mancare infine una gita voyeuristica alla vicina Isola del Giglio, per la quale i traghetti sono triplicati da quando l'eroe nazionale Schettino ha accompagnato la Costa Concordia addosso all'isola. Dopo aver ammirato i delfini che seguivano il traghetto, mi sono unita colpevolmente al plotone armato di telefonini e videocamere intento a riprendere da ogni angolo la ormai mitica Costa. Particolare horror: i bagnanti sguazzavano felici a pochi metri dal relitto, mentre due cadaveri sono ancora là sotto. 

E così, tra una sagra del cinghiale e un negozietto vintage se n'è andata anche quest'estate. Ora tocca fare i conti con la darwiniana Bruxelles, e capire se sono un esemplare destinato ad estinguersi o se c'è possibilità di sopravvivenza per la mia specie.