giovedì 15 marzo 2012

Postcards from Italy

All'inizio è stato shock totale, anche se in questi due anni sono tornata spesso, anche se non ho perso i miei amici e ho mantenuto tanti contatti lavorativi.

Il tempo è bello, fa caldo, ma soprattutto c'è più luce, una luce che ti costringe agli occhiali da sole, mentre in Belgio anche se il sole splende non è mai abbastanza da risultare accecante.

Le persone sono curatissime (siamo a Milano, neh) nell'abbigliamento e negli accessori, il che ha immediatamente l'effetto di farmi sentire vestiariamente inadeguata.

Indubbiamente si mangia meglio. Ça va sans dire. La piadina, cavoli, la piadina! Mai trovata una piadina fuori dall'Italia.

Non ero più abituata a sorrisi, cortesia e battute dall'edicolante, o al bar. O alla gente che ti parla in metropolitana, per commentare qualcosa.

Non ero più abituata ai ragazzi che ti guardano.

I quotidiani panino, che per leggerli tutti ci vuole mezza giornata. E io ce l'ho, mezza giornata, e vado al parco di Porta Venezia a leggere Repubblica.

Le dimensioni della città. A Bruxelles giro quasi solo a piedi e se prendo i mezzi è solo per pigrizia. Qui occorre la macchina per farsi strada nel labirinto di tangenziali, o tra un appuntamento e l'altro che sono sempre troppo lontani tra loro.

Non mi dilungherò sulla situazione lavorativa e su alcuni pietosi quanto prevedibili episodi. Non mi dilungherò sulle condizioni funamboliche a cui i miei coetanei sono costretti per sbarcare il lunario, e siccome non lo sbarcano stanno accampati in condivisione a vita, o nell'appartamento dei genitori (i più fortunati).

Però.

Però sembrano più contenti, della maggior parte dei job surfer bruxellesi che conosco. Più ottimisti, nel loro vivere alla giornata e credere che cambierà. Mentre a Bruxelles passiamo notti insonni a strapparci i capelli perché vogliamo un lavoro più interessante ancora, qui, proprio perché le opzioni sono ridottissime, la vita sembra molto più serena. Ci si arrangia con una spaghettata tutti insieme, ci si dà una mano, si presta molta più attenzione al ridere e allo scherzare, e al volersi bene. Senza pensare troppo al domani.

Sarà che ho preso un colpo di sole, oggi.