martedì 13 marzo 2012

Il Negativo

Nell'affrontare tematiche spinose e delicate come la vera utilità del Collegio d'Europa, c'è sempre, a riequilibrare il dibattito verso il basso, la figura del Negativo. Alcune perle del Negativo: "I giovani che migrano oggi non sono diversi dai minatori che emigravano a Charleroi negli anni Quaranta"; "Tutto il mondo è Paese"; "Noi laureati relazioni internazionali siamo dei pezzenti di lusso"; "Finiremo tutti al Capac [ufficio belga per la disoccupazione, ndr]", "La precarietà ci segue ovunque". 

Il Negativo ha mal somatizzato alcune esperienze non proprio brillanti (che possono capitare a tutti), che hanno impresso al suo entusiasmo nello scoprire il mondo una decisa impronta pessimistica. Ricorda confusamente le vere motivazioni che l'hanno spinto fuori dai confini della terra natia, e in questo momento della sua vita riduce tutto ad un puro calcolo economico

In qualche serata di sconforto e sigarette, tutti cadiamo inevitabilmente nella trappola del Negativo, e ci chiediamo sconsolati ma che cacchio ci siamo spostati a fare, per cinquecento euro in più al mese. Il Negativo ha ragione, singhiozziamo fra una boccata e l'altra, non saremo mai diplomatici di alto rango, non saremo mai inviati speciali del Financial Times, tanto valeva stare a Caronno Pertusella a fare i ragionieri, che a quest'ora c'avevamo il Porsche Cayenne o perlomeno una casa di proprietà. 

Anche se le argomentazioni del Negativo in qualche caso possono apparire convincenti, è bene vaccinarsi in fretta dal loro effetto. Come? Tenendo ben presenti le motivazioni profonde delle proprie scelte. Se è vero che le motivazioni di molti racchiudono anche il denaro e la legittima ambizione ad occupare posizioni di rilievo, tra tutti gli expat e i giramondo che ho conosciuto sono davvero pochissimi (se non inesistenti) quelli che decidono di spostarsi per puro calcolo economico. Credo piuttosto che nella scelta di partire c'entrino molto passione, curiosità, apertura mentale, voglia di allargare i propri orizzonti, oppure il desiderio di fuga da una realtà troppo stretta. E che queste motivazioni profonde non vadano mai perse di vista, pena un senso di spaesamento accompagnato da orribili delusioni. 

Inoltre, se è vero che la medaglia ha sempre due facce, quella del Negativo non aiuta certo a sopportare meglio la vita, né tantomeno a scorgere le opportunità migliori e gioire dei piccoli successi. Insomma, le argomentazioni del Negativo hanno lo stesso effetto dello zucchero nella benzina con cui chiunque, expat o no, va avanti nelle proprie scelte di vita, qualsiasi esse siano. Un effetto paralizzante che, in un mondo già difficile, mina qualsiasi possibilità - anche remota - di evoluzione verso un futuro migliore.