domenica 16 ottobre 2011

Indignada per un giorno

Sarà stato lo slogan accattivante. Sarà stata la dimensione planetaria della manifestazione. Sarà stato che a Bruxelles era una giornata magnifica. Oppure saranno state le mie frustrazioni professionali ormai croniche.

Sta di fatto che ieri mi sentivo proprio nello spirito giusto per unirmi alla fiumana colorata degli Indignados, per una marcia pacifica, colorata e idealista per le strade della città. Era da tempo che ci riflettevo (vedi questo post). Non è mai facile per me scendere in strada: l'impulso iniziale è frenato da riflessioni, da se e ma, conflitti e contrasti, oltre che dalla cicatrice di delusioni cocenti al liceo, quando mi ritrovavo con i miei ideali in mezzo a manifestanti il cui unico scopo era saltare un giorno di scuola.

Ieri però, c'era nell'aria qualcosa di speciale. Era come se tutte le volte che ci si è detti "però è ora di svegliarsi" avessero finalmente preso corpo. Finalmente qualcuno si è davvero svegliato. Confortata da un'ottima analisi del New York Times e da una chiarissima spiegazione economica di Business Insider, ero curiosa di vedere. Così, trincerandomi dietro ad un ruolo iniziale di osservatore, sono scesa in rue Dansaert, per poi proseguire fino a place de la Bourse. E poi ancora, avanti fino a Madou per finire in Rond-Point Schuman. La via che ospita tutti i ristoranti e bar dove ho passato l'inverno 2010 a farmi venire la gastrite è stata sommersa di urla di gioia, tamburi e trombette per celebrare la conclusione della marcia. Un ragazzo vestito da clown disegnava cuoricini con un pennarello su un palazzo delle
istituzioni.

Un cordone di polizia separava il corteo da quegli edifici ormai familiari, che scintillavano le sole del tramonto, mentre un plotone di giornalisti riprendeva la scena. Ho pensato con un sorriso che grazie a tessere e tesserini che avevo nel portafoglio avrei potuto oltrepassare la linea addirittura in due vesti diverse. Ma era molto più bello stare lì e respirare l'energia, la speranza che si riaccende, aria pura in uno smog infinito.

[Tutti i titoli dei media oggi sono purtroppo dedicati al disastroso esito della manifestazione a Roma. Erano attese 200.000 persone - contro le modeste 6.500 di Bruxelles - ma questo non è piaciuto a qualcuno. Chiunque esso sia, ha centrato in pieno lo scopo di: 1) rovinare completamente un evento che aveva un grande potenziale; 2) screditare le manifestazioni di questo genere; 3) fare sì che i titoli riportino tutti il nome del premier. Complimenti, davvero.]