venerdì 29 luglio 2011

Punti di vista

- Cavoli mi sento indietro...ho 23 anni e non ho ancora un contratto a tempo indeterminato, mi dice sconsolata la stagista inglese, che dopo due stage nelle istituzioni si avvia al suo terzo stage in una prestigiosa agenzia della bolla bruxellese.
- Prego?
- Ma sì, mi sono laureata l'anno scorso e sono ancora qui a fare stage...in Inghilterra mi ridono dietro.

Spalanco la bocca. A parte che ho appena visto questo film. Poi penso a quanti amici e conoscenti, a 30 anni, si sono appena laureati oppure passano da una collaborazione all'altra con la rassegnazione ormai incollata addosso come una crosta di intonaco. Sono stra-sicura che per il posto da stagista nell'agenzia, dove è stata presa la 23enne britannica, c'erano in fila un sacco di over-ventottenni italiani, greci o spagnoli.

Pensare che la "salvezza" sia ad un'oretta di volo Ryanair mi fa tirare un sospiro di sollievo. Ma il fatto che la giovane si esprima come se quello che ha detto fosse la cosa più normale al mondo mi fa pensare che fra le due Europe (nord e sud) c'è un crepaccio che invece di restringersi si allarga.

E mi viene in mente un'immagine del futuro in cui i giovani di tutta Europa si concentreranno come profughi sempre più affamati nelle capitali del Nord. Si scanneranno selvaggiamente per un posto ma faranno crescere le economie che se lo meritano, mentre l'Europa mediterranea muore. Cazzi suoi, penseranno tutti.