martedì 15 marzo 2011

Brussels Press Corps


All'orecchio esterno la definizione è altisonante, incute un certo rispetto (è una di quelle espressioni che a me riempiono la bocca di soddisfazione - come anche "corpo diplomatico"). In realtà, duole dirlo a chi ancora conserva fascinazione per la categoria, ma il Brussels press corps sono per lo più quattro poveri disperati (a cui mi vado ad aggiungere volentieri) che si aggrappano alle loro collaborazioni come naufraghi dopo una tempesta, dopo che il vento impietoso della crisi ne ha spazzati via più della metà. Dignitosamente, soppesano l'evento a cui li invitate in base al fatto che ci sia o no del cibo, o la possibilità di farsi rimborsare qualcosa, qualsiasi cosa. Esistono poi precise gerarchie, a seconda di seniority e testata. Eccole di seguito:

- Gli aristocratici: sono i corrispondenti delle testate più prestigiose, tutte anglosassoni (Financial Times, Wall Street Journal, New York Times). In effetti possono ancora permettersi alcuni lussi come: pagarsi da soli il pranzo con la fonte/il biglietto del treno o dell'aereo per raggiungere la notizia; rifiutarsi di scrivere se la storia non aggrada; fare quattro telefonate in più per rendere un'inchiesta degna di tale nome; essere chiamati per nome al Midday briefing della Commissione, mentre con la testa inclinata di lato assumono un'espressione di profonda riflessione, a beneficio della webcam. I loro articoli sono indubbiamente di qualità, quasi sempre. Sono praticamente tutti uomini. Beati loro.

- La classe EU policy media: per lo più under trenta, scrivono su quei quattro siti internet/quotidiani che si specializzando in policymaking europeo. Grafica sciatta, di una noia mortale, sono letti solo esclusivamente dai lobbisti (che leggono esclusivamente l'articolo che hanno piazzato loro stessi), oppure da qualche studente che sta facendo la ricerca universitaria sull'Unione europea. Tali giornali sono altamente sponsorizzati dai gruppi di interesse stessi, per cui il margine di manovra verso una copertura indipendente è davvero ristretto. A volte, per ripicca, dopo aver scritto tre articoli favorevoli di seguito su uno dei suddetti sponsor, rifiutano la proposta di un'ennesima marchetta e ti rispondono sgarbatamente che "non vorranno mica sembrare al soldo di...".

- I nobili decaduti: i corrispondenti delle testate nazionali: una casta in via di estinzione, quelli che come mestiere hanno esclusivamente il compito di riportare ciò che accade a Bruxelles. Diciamocelo, non siamo esattamente a Baghdad o a Kabul. Il processo di legislazione europeo - seppure con una sua rilevanza - è meno sexy di Berlusca sul letto di Putin, ed è lungo come diverse quaresime di fila. Nonostante ciò, il corrispondente estero è sempre indaffaratissimo, tra una birra al Kitty O'Shea e un cappuccino alla Piola. In ogni caso vi risponderà che non si può perché c'è il Consiglio, l'unico appuntamento degno di nota che scandisce la sua agenda, il giorno di gloria in cui passerà da Berlusconi alla Merkel per catturare un virgolettato che le agenzie di stampa hanno già sparato fuori da mezz'ora.

Alcune categorie nazionali meritano una menzione speciale:

Il corrispondente tedesco
Si sente appieno un nobile decaduto, portatore di un rigore che esprime a partire dalla comversazione. Guai a chiamarlo mentre scrive (rigorosamente dalle 4 alle 6), risponderà con un secco "arrivederci". Ha il senso delle gerarchia, è metodico e non ama le chiamate dell'ultimo momento.

Il corrispondente spagnolo
E' totalmente disorganizzato. Non si ricorda che giorno è, che mese è, o quali lingue parla. Finisce per fare un mix esplosivo spagnolo-francese, mentre diffida dell'inglese. Inutile cercare di pianificare un evento o un'intervista. Tanto finisce che non si presenta e poi chiama arrabbiato mezz'ora dopo perché agli accrediti non l'hanno riconosciuto.

Il corrispondente italiano
Età media ottant'anni, conoscenze linguistiche: italiano. Si limita a seguire faticosamente le notizie proposte dalla Commissione nel suo briefing quotidiano (anche se non ha ancora capito bene cosa significa briefing), per poi fiondarsi alla mensa del Berlaymont e mangiare a quattro palmenti. Tanto a Roma sta notizia non gl'enteressa. Quando riesce a prendere un minimo di dimestichezza con l'argomento si sente dio in terra. E si offende se osi chiamarlo.

Il corrispondente francese
Non si capisce perché, ma non c'è mai. se c'è un giorno di vacanza si prende una settimana, se c'è una settimana se ne prende due. Con la scusa dei bambini che sono a casa dalla Scuola europea.