lunedì 14 febbraio 2011

Smells like team spirit

Tra gli imperativi dell'azienda in stampo USA c'è, ovviamente, quello della "squadra", anzi, il "team". Me ne sono accorta quando ingenuamente ho tentato di attribuirmi la paternità (maternità?) di una delle poche buone idee che ho avuto lì dentro. "Tu non hai idee, è il team che ha idee". Ricevuto.

Poiché questo team nello specifico è quanto di più eterogeneo e scoordinato che si possa immaginare, senza contare che tra i suoi membri manca di qualsivoglia forma di comprensione umana, sono state adottate alcune strategie per farci sentire uniti.

Esse consistono principalmente in:
1) acquistare regolarmente della torta (più pesante e indigesta, meglio è) da consumare insieme, ingozzandosi fra un file di Word e un'email.
2) festeggiare i compleanni, con regalino al festeggiato (anche se è arrivato ieri) più, ovviamente, torta multicalorica (che non è certo un toccasana, né per l'evidente sovrappeso, né per l'acne, che affliggono alcuni membri del team).

Ovviamente ai regalini tutti sono gentilmente chiamati a contribuire. Per me, che faccio regali esclusivamente alle persone che amo, la faccenda risulta sgradevole come se mi stessero cavando un dente del giudizio senza anestesia.

Il punto più alto è stato il compleanno del capo, con la scena struggente della prediletta del team che alle otto del mattino gonfiava palloncini a forma di cuore per l'ufficio del boss.

Scusa se non posso aiutarti, a me gonfiare palloncini la mattina dà un po' la nausea...