lunedì 21 febbraio 2011

Scrittrice e giornalista


In effetti tutta questa stupidata del giornalismo è nata proprio perché io in realtà volevo fare la scrittrice. Fin dalla mia opera prima, un libro illustrato e pinzato con le graffette dal titolo "Poochie e le bolle di sapone", a cinque anni, mi è sempre piaciuto raccontare, giocare con le parole, fantasticare, distrocere la realtà, renderla più bella. Tutto il contrario di quello che deve fare il giornalista.

Giunta l'età della ragione, il ragionamento è stato: lo scrittore non mi sembra un mestiere, la giornalista invece sì. Faccio quindi la giornalista così scrivo, incontro tanta gente e vedo tante situazioni interessanti, e mi viene ancora di più l'ispirazione.

A parte che la gente che incontravo quando ho iniziato a fare la giornalista erano solo assessori di paese incazzati per la tassa rifiuti o il sottopassaggio pedonale. E il tenore non è molto migliorato con il tempo.

A testimonianza del fatto che la vita, poi, prende la direzione che pare a lei, poi ho scoperto che anche la giornalista non era poi tanto un mestiere, e mi ritrovo a fare nientemeno che la venditrice di aria fritta con una spolverata di politiche europee per conto di multinazionali.

Bella fine. Proprio una bella fine.

Beh, a parte che per la parola fine forse è un po' presto. E comunque, dentro, io sarò sempre scrittrice. E anche un po' giornalista. Tiè.