domenica 6 febbraio 2011

Bruxelles-terapia

Bruxelles è una città terapeutica. E' una città dove si viene a cercare se stessi. Camminando per un po' nel labirinto delle opportunità, immersi in una Babele di lingue e culture, tra una birra e una patatina ci si confronta con le proprie aspirazioni.

Periodicamente si passano in rassegna i conoscenti. Ma Tizio è soddisfatto? Ma insomma....è vero che alla Commissione ha uno stipendio da favola, ma si annoia. E' tutta burocrazia. Lentezza. E' spento. E Caia? Mah insomma...nel privato si lavora troppo, mai un minuto per respirare, e gli stipendi non sono neanche paragonabili a quelli della Commissione. E Sempronio? Sì il lavoro è bello, ma gli manca casa, vorrebbe tornare al suo Paese. Lui, abituato al sole, e qui sempre grigio e pioggia.

Che lusso, potersi permettere di essere insoddisfatti. Tra il Rond Point e Place Luxembourg ci sono centinaia di società di consulenza, agenzie, lobby. Non basta una vita per girarle tutte, alla ricerca dell'anima gemella. Un luna park della professione. Roba che a casa propria, alla periferia dell'Unione, ci si sogna. Ci si accontenta della prima cosa decente, sì, qualche volta si cambia, ma a ritmo di tartaruga.

Alla fine, però, si tirano le somme. Qualcuno si dirige verso l'aeroporto, qualcuno compra una maison de maître. L'inquietudine rimane nel cuore. Ma dove abita la felicità?