martedì 22 febbraio 2011

l'Autogrill


...che poi all'Autogrill si possono provare davvero dei momenti di assoluta felicità. Un luogo di passaggio, dove arrivi e sai già che te ne andrai e che se ne andranno tutti, che non devi mettere le radici, non devi adattarti, faticosamente, giorno dopo giorno, a tutto ciò che non va, alle persone che non vorresti vedere, alle cose che non avresti voglia di fare. non devi creare legami, non devi prendere impegni. all'Autogrill sei in un tempo e in un luogo sospeso, dove puoi essere chi vuoi, tanto a nessuno importa. non sei costretto a stare nei limiti del tuo personaggio, e puoi muoverti fluido fra gli scaffali, il bagno, la macchinetta del caffè. nessuno ti chiede niente, non devi fare niente. all'autogrill tutte le possibilità sono aperte, perché non hai davvero scelto niente e nessuno ti costringe a scegliere.

vorrei vivere all'autogrill.

Oppure sul treno, in un viaggio che non finisce mai, dove puoi goderti il piacere di viaggiare senza per forza avere una meta, potendo dire "non so dove voglio andare, non mi importa".

Oppure all'aeroporto, in mezzo alla gente che arriva e che parte. All'aeroporto si incrociano emozioni intensissime, tutte quelle coppie che si separano e che si riabbracciano, le famiglie, gli affetti. L'aeroporto è un microcosmo completo. E anche qui, si respira l'assoluto piacere della transitorietà, e si possono guardare tutte quelle mete sul cartellone, e sognare di prendere e partire per una qualsiasi, senza doverne per forza preferire una. così, lasciandosi trasportare dal caso, e già sapendo che ovunque si andrà, in fondo sarà sempre la stessa cosa, in fondo. Si incontreranno esseri umani, si vedranno edifici, alberi, fontane, stazioni, autobus. ci si ritroverà sempre, alla fine, davanti a quel bagaglio che per quanto si voglia, non si può perdere né abbandonare da nessuna parte. Che ci piaccia o no.