sabato 8 gennaio 2011

La gara dei topi

Durante alcune peregrinazioni sul web per occupare in maniera proficua l'orario d'ufficio, mi sono imbattuta nella Rat Race, un concetto molto esplicativo che credo a livello nazionale si traduca in parte con il termine di "sindrome fantozziana".

La Rat Race, su cui sono nati innumerevoli blog e siti, è la sindrome che caratterizza la vita quotidiana dell'impiegato 9 to 5 (se va bene, se no 9 to six, seven o eight), ovvero di colui che per sopravvivere ha venduto la parte migliore del suo tempo. E' la condizione esistenziale in cui ci si sente rapidamente come un topo che fa una gara in una gabbia, o un criceto che gira nella ruota. E ad un certo punto si spegne anche il cervello, visto che tenerlo acceso non serve.

In Rete c'è chi dispensa consigli su come evadere mentalmente da questa trappola, e chi invece si è buttato a capofitto nella ricerca della libertà, mollando il lavoro 9 to 5 per due anni, per poi buttarsi di nuovo con sollievo nella routine impiegatizia, cessando così di sudare freddo quando arrivavano le rate del mutuo da pagare.

La fuga dalla Rat Race è un pensiero ricorrente, un mito che probabilmente attraversa le menti di tutti gli impiegati del mondo, ma che forse arriva a fare breccia soprattutto nei cuori degli anglosassoni, che infatti sono i più attivi nel sognare la fuga e a scriverne. Il motivo? Ad occhio e croce, flessibilità del mercato del lavoro e conseguente mentalità.

In effetti, avete mai visto un impiegato a tempo indeterminato in Italia che si sogna di mollare la postazione?