lunedì 20 dicembre 2010

Queste vacanze non l'abbandonare. Portala con te. La rassegna stampa ti ama.

E' una violenza che si ripete ogni volta. Un'irruzione sistematica nella vita privata, uno squarcio alla Fontana nel quadretto familiare, un trillo impertinente sulle piste della Val d'Aosta, un sul dorso di un cammello in Egitto, in mezzo alla macchia mediterranea.

Si parla di vacanze e immediatamente sorge l'angoscioso interrogativo: chi fa la rassegna? Chi monitora che l'amministratore delegato non muoia strozzato tra un panettone e un cotechino, che la Consob non decida di aprire un'indagine a Ferragosto, che lo zelo delle istituzioni non colpisca quando uno meno de l'aspetta, ovvero DURANTE LE FERIE?

Parte la corsa alle vacanze creative: vado in montagna in una baita senza luce né acqua corrente né riscaldamento...a dicembre. Io vado in Australia a fare immersioni tra gli squali. Io faccio un trekking in Bielorussia. Io vado in Afghanistan, e ho prenotato sei mesi fa.

Quello che io trovo insopportabile è dover anticipare alla platea dell'ufficio i minimi dettagli delle mie giornate, rivelando a tutti che cosa farò del mio magro tempo libero.

Partecipo ad un'orgia in casa di un prete e poi strafatti di cocaina andiamo a picchiare i barboni. Ogni tanto mi assale la voglia di dire qualcosa del genere.

Il vero problema è dire la verità. Come fare ad ammettere ai scintillanti colleghi comunicativi il mio programma così poco glamour, che consiste invariabilmente nello stare con le persone che amo e dormire fino a mezzogiorno in camera mia?