venerdì 17 dicembre 2010

After Hours


Ultimamente lo sentite, non siete nella sua top ten. Passando vi guarda un po' storto, non vi fa battutine di complicità, risponde freddamente alle mail, non vi aggiorna sullo stato di salute del pupo o sui prezzi delle Spa in Alto Adige. L'altro giorno ha invitato a pranzo il collega solitamente meno gettonato, ignorandovi. E ha pure criticato il vostro cappellino preferito utilizzando maniere che credevate perdute ai tempi dell'asilo.

Insomma, quando guarda nella vostra direzione, il vostro capo vi vede in bianco e nero.
Come fare per ridare smalto alla vostra immagine da ufficio?
Esiste un modo, davvero semplice, sperimentato e di sicuro effetto a qualsiasi latitudine, da Caltanissetta a Copenhagen.

C'è solo una cosa che infallibilmente lo manda in un brodo di giuggiole, gli strappa un sorriso estatico, gli rende dritta una giornata storta.

La mail after-hours.

Una mail, anche di non eccessiva utilità o importanza, che rechi nell'intestazione di invio qualsiasi orario dopo le 20. Se nel weekend, ancora meglio. Magari di domenica mattina.

La mail che indica che voi ci siete, costi quel che costi. A qualsiasi orario, in qualsiasi momento, siete disposti a mettere tutto da parte e farvi avanti, sguardo fiero e testa alta, senza timore alcuno, senza scrupoli, impavidi, senza problemi e senza alcun accenno ad una vita privata.

Voi siete lì, per l'Azienda. Per il Cliente.

E allora tutto si colora di rosa...anzi di arcobaleno, e il cappellino diventa improvvisamente di gran moda, e i pranzi sono tutti per voi, e la vita è più bella, e potrete lavorare senza sensi di colpa tutte le sere, e tutti i weekend, e vi daranno anche il Blackberry nel caso di permanenza al cesso per più di dieci minuti. Che bello!

[Provare per credere. Ma solo in casi estremi]