domenica 5 dicembre 2010

Conversazioni con una normale super-woman




Ieri ho incontrato una ragazza d ibrida nazionalità, come ce ne sono tante qui, che faceva la giornalista per una radio internazionale. Parlando, mi sono sentita una specie di dinosauro.

La sua storia recente è più o meno questa:

Non so bene dirti di dove sono o dove abito, mi sposto in continuazione. Ho studiato relazioni internazionali tra la Scozia e la Germania, mi sono specializzata sull'America Latina ma siccome mi affascinava anche il Medio Oriente, ho deciso di fare un corso di lingue a Beirut. Prima però ho fatto uno stage alla Commissione europea a Bruxelles, tipico. Poi un giorno mi è venuto lo schizzo di andare in Cisgiordania e fare un reportage sull'economia della regione. Ho mandato una mail al corrispondente della BBC - che non conoscevo - e mi ha detto che mi avrebbe ospitato a casa sua, anche se lui non c'era mi ha lasciato le chiavi e così sono partita dall'oggi al domani. Al ritorno ho venduto il reportage al Financial Times, eheh mi è andata bene. Sì nel giornalismo è difficile trovare un lavoro stabile, ma compenso facendo dei report di ricerca per le aziende, quello paga bene. Ora in realtà sono riuscita ad entrare in un programma di praticantato in una radio internazionale, farò un anno tra Berlino e altri posti per fare esperienza, e poi mi assumono.
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La giovane donna avrà avuto sì e no 27 anni. Mi sono sentita incredibilmente immobile e priva di fantasia, davanti a questo bolide di energia che tra l'altro era pure una bionda di eccezionale presenza fisica. Non è la prima volta che incontro colleghi (soprattutto anglosassoni) e mi confronto con questa incredibile mobilità, questa visione positiva della professione, questo entusiasmo che io ho perso anni fa e a cui sto disperatamente dando la caccia nei miei vecchi cassetti, tra un bloc notes e l'altro, sotto la polvere. E mi dico che il luogo dove nasci e cresci è davvero importante nel condizionare la mentalità e la concezione di quello che puoi fare nella vita.

E anche che il giornalismo, oggi, richiede anche tanta fantasia e spirito d'iniziativa, e una riserva di energia pressoché inesauribile.